Imprese, istituzioni e non profit: un'alleanza necessaria

Nè pubblico nè privato, sempre più il Terzo Settore deve trovare una sintesi e allearsi con istituzioni e imprese. Alle prospettive e su quali basi questo legame possa realizzarsi è stata dedicata la Summer School del primo fine settimana di settembre, intitolata "Allearsi tra profit, istituzioni e non profit" che si è volta a Brescia presso il Centro Pastorale Paolo VI, realizzata dal Centro Studi Alessandro Zabbialini, dal Consorzio Cascina Clarabella e dalla Rivista Animazione Sociale.

Ad ascoltare accademici, esponenti di varie associazioni, amministratori e mondo imprenditoriale c'era anche Roberta Sabbatini, educatrice di Arché e referente del volontariato per Casa Accoglienza. "Sono tematiche che mi interessano fin dall'università" spiega, aggiungendo come il convegno sia stata anche "un'occasione di sentire punti di vista differenti da persone impegnate in ambiti diversi su un tema, come l'alleanza tra i tre soggetti, molto sentito da operatori e non del settore".

A unire pubblico, privato e terzo settore è l'obbiettivo, ribadito più volte dai relatori sul palco, di creare "share value", dei "beni comuni", capaci di andare a beneficio di tutta la società. E come farlo? "Una delle proposte emerse dal convegno è stato proprio il welfare territoriale: cioè la creazione di reti coerenti di soggetti capaci di dare vita a progetti concreti per migliorare la realtà circostante, l'ambito territoriale in cui operano" spiega Roberta a convegno concluso.

I relatori erano concordi sulla necessità di ascoltare i bisogni del territorio per proporre progetti non fini a se stessi ma pensati in una prospettiva di lungo periodo e facilmente replicabili anche in contesti diversi. In questo senso le realtà del Terzo Settore non devono essere semplici mediatori ma ritessitori, come ha detto il docente dell'Università Cattolica di Milano Mauro Magatti, capaci quindi di avanzare idee e pratiche nuove per ritessere e rigenerare l'esistente.

Per raggiungere questo obbiettivo, i relatori hanno messo l'accento sul coinvolgimento del singolo cittadino in un'ottica di cambiamento culturale di lungo periodo. "È stata ricordata la necessità di far partecipare cittadini e imprese negli investimenti nel sociale, facendo capire come non sia solo beneficienza ma anche un investimento concreto con ritorno per tutti" spiega ancora Roberta, che ha pensato immediatamente alle attività culturali promosse da Arché sul territorio con scuole e volontari. "È un modo per attivarli e aiutarli a comprendere la necessità del loro impegno".

Si è chiusa così la seconda edizione della Summer School di Brescia che ha fatto sedere allo stesso tavolo esponenti dell'associazionismo, delle imprese e delle istituzioni per avanzare proposte sui modi e gli obbiettivi su cui i tre soggetti possano trovare un'alleanza. "Ho colto un grande desiderio di trovare strategie nuove che possano rendere più efficiente la nostra azione nei quartieri e nelle città dove lavoriamo", dice Roberta al termine della Summer School di Brescia, "ci sono ancora tanti passi da fare ma c’è anche tanto desiderio di farli e di individuare una direzione verso cui incamminarsi”.














Postato Mercoledì 11/09/2019 da