Tanto per cambiare, il libro

Tanto per cambiare girando l'Italia, si trovano progetti bellissimi. E dietro a questi progetti ci sono persone che costruiscono mondi migliori attraverso un modo diverso di fare economia. Inizia così "Tanto per cambiare", libro che parla di Italia, e prenfr le mosse dalla Sardegna e dal piccolo paese di Berchidda, se proprio vogliamo essere accuratissimi.

Scritto da Enrico Parsi, direttore presso Scuola Coop, è il racconto del suo viaggio all’interno del festival Time in Jazz, un evento che, per darvi un quadro completo, porta nel comune sardo di 2.800 abitanti quasi 35.000 visitatori.

Capite bene che non si tratta di una piccola sagra di paese... Ma come è possibile tutto questo?

La risposta ha un nome e un cognome: Paolo Fresu, il vero protagonista del libro.

Fresu è un musicista internazionale che, una volta raggiunti grandi palchi come Parigi o New York, ha deciso di non perdere il legame con la sua terra natale, ma di valorizzarla, facendo conoscere al pubblico l’immenso valore umano e artistico che la Sardegna e Berchidda in particolare hanno da offrire.

Un festival unico che offre all’autore l’occasione di riflettere su quali e su dove siano i progetti che, tanto per cambiare, rendono l’Italia bellissima. Firenze, Roma, Bologna: basta sapere guardare intorno a noi per cogliere le meraviglie che ci circondano.

E poi Enrico Parsi ha conosciuto Arché e ci fa onore il fatto che ci abbia inserito fra le eccellenze italiane che rivalutano il territorio in cui sono ospitate:

Nei miei peregrinaggi a Milano ho incontrato anche Fondazione Arché. Sono certo che di esempi di  questo tipo ce ne sono in ogni parte d’Italia. Qui si fa accoglienza a donne e madri con figli che sono in gravi difficoltà. Il progetto prevede, tra l’altro, programmi per l’acquisizione di abilità professionali che le possano aiutare a trovare lavoro, rendendosi autonome e quindi emancipandosi dalla condizione di assistite. Un primo progetto è stato quello di laboratorio di sartoria, aperto anche agli abitanti di Quarto Oggiaro. Tra le varie evoluzioni il progetto di una trattoria sociale che funzionerebbe da transito per queste donne, con la possibilità di imparare uno dei tanti mestieri della ristorazione. Prossimamente saranno completati quattordici nuovi alloggi, monolocali, costruiti con tutte le possibili attenzioni ecologiche ed ambientali. Saranno disponibili anche per le persone del quartiere. E ci sarà una corte perché si parte dal presupposto che le relazioni sociali sono parte della cura e del ben vivere. Si potrebbe dire che non c’è più la carità di una volta! Don Giuseppe Bettoni che ha fondato questa comunità è una delle persone più laiche che conosca. L’ho visto discutere intorno a un tavolo, lui e una serie di matti e di matte provenienti da ogni dove incuriositi e desiderosi di capire, con Miguel Benasayag, ex guevarista, su temi come spiritualità e religione. Versione evoluta di Peppone e don Camillo. Una gioia per cuore e cervello.

Ci rispecchiamo in queste parole e ringraziamo Enrico per aver tramutato in scritto lo spirito di Arché e non possiamo fare altro che invitarvi a leggere “Tanto per cambiare - Paolo Fresu, Berchidda e altre storie di economia civile” il più presto possibile!














Postato Domenica 29/09/2019 da Paolo Dell'Oca