Noi vi crediamo: una scritta sul muro e l'attività di Arché

"Forse non abbiamo ancora fatto troppa attenzione a questa meravigliosa poesia che qualche notte fa alcune ragazze hanno riportato qui davanti alla Comunità. Penso non sia un caso che questa scritta sia stata posta proprio di fronte alle “nostre donne”… 3 parole: noi-vi-crediamo. Tre parole come pietre… Tante macchine passano davanti a questa comunità, ignare di ciò che dentro vi accade. Queste ragazzine, forse senza saperlo, se ne sono accorte. Noi vi crediamo… Crediamo al vostro dolore, crediamo al vostro smarrimento, crediamo alla vostra possibilità di riscatto, crediamo al lavoro che ciascuno di “voi/noi” fa ogni giorno. Noi vi crediamo… Non perché siete migliori, o perbene, o diverse… Noi vi crediamo senza un perché, ci crediamo solo perché siete state vittime, fosse anche di voi stesse… Noi vi crediamo e credendo in voi, che siete la parte più debole e nascosta, crediamo che anche questa società ha in sé una bellezza che ancora ha molta strada da fare per poter compiersi. Noi vi crediamo!"

Ci scrive così Matteo Bigolin, educatore di una delle comunità gestite dalla Fondazione, dopo aver visto uno dei collage dedicati ai femminicidi su un muro di Milano.

"Lei lo lascia, lui la uccide”, “Donne vittime di violenza: noi vi crediamo”, “Papà ha ucciso mamma”, sono solo alcune delle frasi che da qualche giorno hanno fatto capolino sulle pareti di alcuni edifici di Milano. Con l'obbiettivo, come in Francia dove il movimento è nato, di "incollare insieme, dare voce alle donne che sono vittime di violenza, sostenere le famiglie delle donne uccise, allertare i passanti che leggono le frasi".

È quello che anche Arché, nelle comunità e con le sue attività culturali, fa ogni giorno.












Questo post è associato al progetto: Casa Accoglienza

Postato Martedì 07/01/2020 da