La tratta cambia la mente?

Psicologia e migrazioni. Quanto i traumi vissuti dalle persone migranti nel corso del loro viaggio rischino di trasformarsi in incubi nella loro nuova vita. Ne ha parlato la psichiatra Silvia Landra durante il terzo step del percorso “Migranti e società: un mo(n)do diverso è possibile”.

In Casa della Carità una quindicina di ragazze e ragazzi hanno preso parte all’incontro dal titolo “La tratta cambia la mente? Migranti e disagio psichiatrico” in cui Silvia ci ha parlato delle conseguenze psichiche che un percorso migratorio, contraddistinto da violenze e vessazioni, può avere su chiunque lo intraprenda.

Chi ci ha accolto è stato Fiorenzo De Molli, una vita in Casa della Carità, che ci ha presentato il luogo, dove le regole sono fatte per essere disattese e dove ci si è attrezzati per arredare l'attesa. L'attesa per una doccia o l'attesa per dei documenti che possono impiegarci anni ad arrivare. E allora ci viene spiegato il diritto alla residenza, necessaria (anche quando non si vuole risiedere da nessuna parte!) proprio per ricevere i documenti, gli avvisi, le multe. La posta.

Che poi in Casa della Carità gli operatori e i volontari accolgono molte persone, di solito per un periodo di un semestre circa, ma poi. Le regole sono fatte per essere disattese.

Dopo un pranzo conviviale assieme, la Dott.ssa Landra ha messo in luce le differenze rispetto al passato e ha evidenziato come la malattia psichiatrica non abbia barriere: né sociali né economiche né tanto meno geografiche. A esserne vittima sono sempre i più fragili, a prescindere da dove vivano (la percentuale di persone affette da schizofrenia è identica in ogni Paese del mondo) e da quale sia il loro reddito.

Può bastare un niente, anche il ricordo di un’esperienza dolorosa vissuta, a provocare un crollo psicologico in una persona già provata dalla vita. E il percorso migratorio verso l’Europa non è mai un’esperienza indolore per coloro che lo intraprendono.

In particolare per le donne, che saranno il focus del prossimo incontro del ciclo “Migranti e società”, previsto per il 20 febbraio presso CasArché in via Lessona 70 a Milano. In quell’occasione verrà anche presentata l’esperienza di convivenza e di accoglienza di una persona migrante da parte di una coppia di giovani milanesi. Per dimostrare che anche nel piccolo, nella quotidianità, ciascuno può cambiare le cose.

Hai tra i 18 e i 30 anni e vuoi partecipare? Puoi ancora farlo iscrivendoti QUI.














Postato Mercoledì 15/01/2020 da Paolo Dell'Oca