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Zambia: piccoli progetti, grandi speranze

Spesso si tende a credere che per fare "grandi cose" occorrano "grandi risorse finanziare". In Africa Subsahariana non è affatto così. La disponibilità di fondi ingenti non è affatto una garanzia di successo: alcune comunità africane, soprattutto in contesti rurali, non sono in grado di assorbire grossi quantitativi di denaro o hanno scarse competenze gestionali. Al contrario, piccoli investimenti, se ben gestiti, possono dare risultati straordinari: cosa c'è di più straordinario che cambiare in meglio la vita delle persone?

Ad esempio, dei bambini del villaggio di Cheelo (Zambia), che grazie al pozzo realizzato nel 2011 hanno finalmente accesso all'acqua potabile e non devono più percorrere chilometri con in testa pesanti secchi colmi di acqua prelevata al fiume. O tutti le ragazzine orfane a cui garantiamo la scuola secondaria, evitando così di vederle sposate, incinta e forse anche sieropositive ancora ragazzine. O ancora le donne del laboratorio di sartoria di Chikuni, che grazie alla generosità di due volontarie sono oggi in grado di produrre bellissimi manufatti in tessuto. Non è semplice far comprendere a chi non manca di nulla, cosa significa godere improvvisamente di un reddito da lavoro che ti consente per la prima volta nella tua vita di vivere con dignità, di poter finalmente mandare i tuoi figli a scuola con l'uniforme, con le scarpe ai piedi e addirittura che ti consente di comprare una casa, questa volta con il tetto di lamiera e non di paglia.

Questa è la storia di Fedelina, una volontaria dal 2000 nel progetto di assistenza domiciliare ai malati di Aids della parrocchia di Chikuni. Fedelina ha 8 figli e prima di essere coinvolta nel laboratorio di sartoria viveva lei con i suoi figli in condizioni davvero precarie. Grazie a Paola e Donatella, volontarie di Arché, Fedelina ha imparato presto a tagliare i tessuti, cucire, usare una macchina elettrica ed oggi è una sarta qualificata. La sua vita è davvero cambiata: con ciò che guadagna ha potuto comprare con regolarità cibo, sapone, le divise scolastiche per i suoi figli, che oggi frequentano la scuola. Ma ciò di cui va più orgogliosa è quel tetto di lamiera, sulla sua nuova casa, simbolo di una vita migliore.

Non possiamo dimenticare il fatto che il lavoro di Fedelina, come quello di tutte le sarte coinvolte nel laboratorio di sartoria, finanzia anche il progetto di assistenza domiciliare ai sieropositivi e malati di Aids della missione di Chikuni. Tutte queste donne, infatti, coinvolte nel progetto come utenti o come volontarie, condividono i loro guadagni con la parrocchia a beneficio degli oltre 1500 malati di Aids di Chikuni.












Questo post è associato al progetto: Progetto Tie and Dye

Postato Giovedì 01/03/2012 da Pensieri&Colori