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Bianca e Oscar hanno fatto ritorno a casa

Il primo contatto con Bianca, a differenza di tutte le altre mamme, non è passato per il Servizi Sociali.
Bianca, in stato di gravidanza, era ricoverata presso il reparto psichiatrico della sua città per un disturbo bipolare diagnosticato alcuni anni prima.

È stata Bianca, un giorno, a prendere direttamente contattato con la Casa di Arché. Era ancora in reparto quando ha chiamato per verificare la disponibilità della nostra struttura ad accoglierla; temeva che se fosse rimasta lì gli altri ammalati avrebbero potuto nuocere a lei e al suo bambino una volta nato.
Bianca ha rifiutato di prendere qualsiasi tipo di terapia farmacologica per proteggere il feto pur sapendo che sarebbe stata molto male senza le sue medicine.

Poi, passando per i Servizi Sociali di riferimento, Bianca è stata accolta in Casa. Mancavano due mesi alla data del parto. Mesi difficili e interminabili per lei, per noi educatori e talvolta per le altre mamme ospiti. Senza una terapia che la aiutasse a superare i momenti più critici, Bianca era spesso in stato di agitazione: si cambiava fino a dieci volte al giorno, saliva e scendeva dal piano su cui si trovava la sua stanza mettendo in atto comportamenti bizzarri. Talvolta diventava aggressiva a parole senza distinguere chi aveva davanti.

Due giorni prima del termine della sua gravidanza, Bianca senza prendere accordi con gli educatori si è allontanata dalla comunità per rientrare al proprio domicilio. A casa dei suoi.

È stato dopo il parto che i Servizi Sociali hanno ricontattato Arché. Il tribunale per i minorenni aveva decretato il suo ingresso in una comunità mamma-bambino per una valutazione delle sue capacità genitoriali. Poco tempo dopo Bianca e suo figlio Oscar sono tornati in Casa.

Qui, visti i precedenti, l’équipe di educatori ha seguito costantemente Bianca nella gestione del suo bambino. L’accudimento del piccolo di giorno è sempre avvenuto in presenza di un educatore. Di notte, invece, Oscar dormiva nella stanza con un educatore. Le cure che nel frattempo Bianca aveva iniziato ad assumere le provocavano sonnolenza e quindi non era sempre vigile.

Sono passati così i primi due mesi. Intanto, grazie alla terapia farmacologica questa giovane mamma ha cominciato a stare meglio e ad essere più autonoma nella gestione del suo bambino. Gradualmente ha raggiunto piena consapevolezza e lucidità rendendo la presenza degli educatori sempre più residuale. 
È arrivato finalmente il giorno in cui i Servizi Sociali e il Giudice per i minori hanno dato il benestare a Bianca e a suo figlio di far ritorno a casa. Questa volta la loro. 












Questo post è associato al progetto: Casa Accoglienza

Postato Mercoledì 01/02/2012 da Pensieri&Colori