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Ujana, la factory e l'acedia

Non conosciamo il significato di tutte le parole. Perlomeno, io non lo conosco. Durante il tempo che ci è dato da vivere tante ne impariamo, alcune le dimentichiamo e di moltissime continueremo ad ignorarne il senso.

Capita anche che, apprendendo termini nuovi, si abbraccino riflessioni di cui si era all’oscuro: ogni parola reca con sé la possibilità di muoversi in universi di senso con una profondità maggiore; con quante più ricette potrei misurarmi se sapessi cosa vuole dire “mantecare”?

Ujana” significa “adolescenza”. Probabilmente non lo sapevi perché non hai studiato il kiswahili. “Ujana” ha un bel suono e lo abbiamo scelto come nome del progetto scuole, giacché viene proposto in alcune classi medie delle città in cui ha sede Arché, tra cui anche quelle keniane: è un percorso di 5 incontri che vuole gli adolescenti protagonisti.

Ci piaceva l’idea che alla fine rimanesse qualcosa realizzato da Arché e dai ragazzi, che aiutasse loro a fare sintesi e memoria di ciò che gli era capitato e che desse a noi uno strumento per descrivere il progetto in una modalità inusuale. Abbiamo deciso, quindi, ad ogni 5° incontro di intervistare gli alunni durante Radio Ujana, una trasmissione partorita apposta da Anna e Francesco, storici volontari della factory, la web radio di Arché.

Le puntate sono trasmesse in diretta come Frequenze A Impulsi e rese disponibili come podcast semplicemente clickando qui. Se non hai mai sentito parlare di Ujana, potrai conoscere il progetto ben oltre il termine kiswahili: te lo racconteranno direttamente i ragazzi.

Anche così si combatte l’acedia, io credo.












Questo post è associato al progetto: Ujana

Postato Lunedì 24/02/2014 da Mariuccia Magri