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Frequenze A Impulsi su Avvenire!

Lo Sballo di Primavera 2.0 fa notizia e raggiunge la redazione di Avvenire. Ilaria Solaini ne ha scritto i giorni scorsi!

La web radio che nasce sulle cenieri della mafia
Da un night club confiscato, il progetto di Fondazione Archè per i giovani
Dove prima c'era un night club gestito dalla criminalità organizzata, oggi nello stesso stabile, in via Jean Jaures, alla periferia nord della città, la Fondazione Arché ha aperto uno studio di registrazione. Dietro ai microfoni della web radio Frequenze a impulsi ci sono ragazzi che parlano ai loro coetanei. Di tutto: dalla scuola alla legalità fino alla musica e agli eventi in città. «I temi li scelgono loro stessi, ed è per questo che li curano in modo appassionato» spiega Silvio Prandolini, direttore della sede milanese di Fondazione Arché, che, quattro anni fa, ha spostato parte delle sue attività di animazione del territorio dedicate agli adolescenti nel quartiere Turro. Un trasferimento legato a un bando del Comune che in comodato d'uso gratuito ha concesso quello che è un bene confiscato alla mafia. «Il night club è stato sequestrato il giorno prima dell'inaugurazione - ricorda Prandolini - Noi lo abbiamo abbiamo ristrutturato, grazie a un secondo bando "Rane Volanti" della Fondazione Cariplo che ci ha permesso di ottenere i soldi necessari per insonorizzare il locale e acquistare nuove attrezzature per i laboratori musicali».
 
Nata a Milano nel 1991 su iniziativa del sacramentino padre Giuseppe Bettoni, Fondazione Arché si prende cura e risponde al disagio dei minori, ma anche, come accade per la web radio Frequenze a impulsi, dare a loro la possibilità di riutilizzare socialmente beni confiscati alle organizzazioni malavitose. Non è un caso, infatti, che nello studio di registrazione di via Jean Jaures, ogni anno, abbia luogo una tre giorni in onda nostop, in occasione dell'apertura del Festival milanese dei Beni confiscati e spesso, iniziative di Libera Milano trovino spazio nel palinsesto curato dai giovani della radio. «Noi lavoriamo sulla responsabilità dei ragazzi - prosegue Prandolini - li coinvolgiamo e poi lasciamo che siano loro i veri protagonisti», tanto che dietro ai mixer, ai computer e agli amplificatori ci sono sempre loro così come davanti ai microfoni. «Sono divisi in tecnici che si occupano del lato ingenieristico della messa in onda e speaker che si occupano non solo delle canzoni da proporre, ma anche dei contenuti delle interviste e dei temi trattati».
 
Oltre alla web radio, la sala di registrazione insonorizzata da 4 anni organizza laboratori musicali, uno dedicato alla composizione dei testi, con un'analisi attenta fatta assieme ai ragazzi su ciò che vogliono esprimere e che culmina con l'incisione di una canzone. Mentre l'altro che è incentrato sul suonare assieme e fare musica culmina ogni anno in due appuntamenti live. L'ultimo dei quali si è svolto lo scorso 17 maggio. «A inizio e alla fine dell'anno scolastico i ragazzi organizzano una festa: anche in questo caso si dividono i compiti, dalla comunicazione alla raccolta fondi e portano avanti il progetto tutti assieme», ognuno, insomma, si relaziona con gli altri e impara ad assumersi le proprie responsabilità. In radio e sul palco, come nella vita.











Questo post è associato al progetto: FAI - Frequenze a Impulsi

Postato Mercoledì 04/06/2014 da Paolo Dell'Oca