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FaGioCo a corte dell'Imperatore

In una bella mattina di fine giugno ci troviamo insieme all’ingresso della villa romana dell’Imperatore Massenzio sull’Appia Antica.

Temiamo che faccia troppo caldo e siamo ben forniti di cappellini e riserve d’acqua, ma la giornata è piacevolmente ventilata e qualche nuvola passeggera ci fa apprezzare meglio lo splendido sole già estivo.

Un imponente ingresso di mattoni rossi ci accoglie in quel che rimane del palazzo imperiale, cioè le tracce del grande circo, simile al famoso circo massimo del centro di Roma, ma l’unico dei circhi romani ancora ben conservato, dove lo spazio si apre davanti a noi vastissimo sotto il sole.

Tutto intorno la tipica campagna romana punteggiata di lontani ruderi rosati tra il verde dei pini e l’azzurro del cielo si apre verso la zona dei Castelli Romani all’orizzonte.

Con un po’ di fantasia possiamo immaginare la folla dei tifosi alle gare delle bighe trainate dai veloci cavalli al galoppo, e ci vien voglia di imitarli in una gara di corsa a tre per tre lungo una parte dell’amplissimo tracciato.

Nella nostra passeggiata intorno alla “meta” ci lasciamo andare alla serena libertà che ci consente tanto spazio aperto: chi si esibisce in spensierate capriole sul prato, gruppetti di bambini giocano a rincorrersi, gli adulti chiacchierano e si scambiano esperienze e vissuti portando a spasso i passeggini dei più piccoli che dormono beati, cullati dai piccoli avvallamenti del terreno campestre.

La passeggiata, interrotta da una breve sosta al fresco del mausoleo del giovane figlio dell’imperatore, si conclude all’ombra dei ruderi dove Luciana della Cooperativa ARX ci ha preparato diversi giochi con cui si divertivano gli antichi bambini romani, e ci fa riscoprire giochi semplici ed eterni come i dadi (anche truccati!), le biglie, le noci e le conchiglie e i mille giochi con le palline, una palla di pezza che, come i bambini di 2000 anni fa, ci lanciamo sul prato.

Ci appassioniamo di nuovo al gioco del filetto (la nostra piccola amica cinese ha capito per prima le regole e ci vince tutti!), e scopriamo la tecnica di far correre il cerchio, in cui un nonno espertissimo ci insegna i trucchi di quando era bambino.

Stanchi e contenti salutiamo la nostra nuova amica Luciana che ci ha accolto con disponibilità ed allegria, e ci trasferiamo in un verde boschetto nel vicino parco della Caffarella per un fresco pic-nic, tra le nostre famiglie di tutti i colori e di tutte le età.

Mentre mangiamo i nostri ricchi panini scopriamo di trovarci nei pressi di una ex cartiera dismessa, e recuperata dal parco come spazi museali e di incontro. Oggi è chiusa, ma uno dei nostri papà ci racconta che suo padre ingegnere ha lavorato lì, e ricorda quella attività artigianale che con mezzi naturali produceva carta pregiata ormai rarissima.

Lo stupore e la fierezza con cui la figlia più grande gli chiede quasi sottovoce: “Ma è proprio vero che il nonno ha lavorato qui ?” ridà il senso dignitoso di un’identità spesso difficile da riconoscere e ricostruire.

Ringraziamo per l’opportunità di questa bella giornata, oltre la simpatica competenza e disponibilità di Luciana Allegrezza della cooperativa ARX che ci ha offerto il laboratorio didattico, anche l’attenzione del Sovrintendente dott. Claudio Parisi Presicce, di Gloria Nanni della Sovrintendenza Capitolina ai Beni Culturali, e di Giulia Taccioli di Zètema, che ci hanno consentito l’ingresso a questa importante area non abbastanza nota, e con cui contiamo di avere altre occasioni di collaborazione.

Immagine di copertina| @isawnyu












Questo post è associato al progetto: Progetto FaGioCo

Postato Martedì 15/07/2014 da Paolo Dell'Oca