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#storiedisperanza: Monica

Monica è arrivata nella Casa Accoglienza di Arché una sera insieme al suo bimbo di pochi mesi per sfuggire ad un marito che, ubriaco e drogato come tante altre volte, si è sfogato su di lei, picchiandola. Quella sera Monica ha detto basta e se ne è andata. Ma la sua vita aveva già imboccato una via che in seguito l’ha portata sempre più in basso. Per sfuggire a una realtà di angosce e maltrattamenti ha iniziato a bere e a fare uso di cocaina, invischiandosi in una disperazione che sembrava senza via di uscita.

Gli anni trascorsi con quell’uomo violento e sbandato, con cui ha avuto due figli, le hanno lasciato un segno profondo ma il suo disagio arriva, forse, da più lontano. Da un’infanzia trascorsa con un padre alcolista e violento per il quale lei e la sorella sono state mandate in affido. Monica aveva pensato di trovare finalmente protezione nel suo compagno ma, senza un modello che le abbia insegnato cosa sia l’amore, ha scambiato quella tremenda gelosia per un sentimento diverso.

Monica, che ha 40 anni e faceva l’impiegata in una ditta milanese, ha maturato in Casa Accoglienza la scelta di entrare in una comunità di disintossicazione. Davanti a sé ha una strada ancora lunga, ma ora è più forte e, insieme ai suoi figli, sa di potercela fare. Perché giorno dopo giorno sta imparando dai suoi bambini cosa siano la speranza e l’amore, quello vero, e non vuole smettere di farlo.

Abbiamo raccolto e scritto, cambiando nomi e dettagli, le storie di cinque mamme ospiti di Casa Accoglienza Arché: aiutaci a trasformare in storie di speranza le vite delle mamme che si rivolgono a Casa Arché: invia un SMS al 45505 per donare 2 € (dal 14 settembre al 5 ottobre).












Questo post è associato al progetto: Casa Accoglienza

Postato Lunedì 15/09/2014 da Paolo Dell'Oca