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#storiedisperanza: Jaspreet

Jaspreet è l’esempio di come un incontro possa irrimediabilmente cambiare una vita. Indiana di 35 anni, quando si è imbattuta in quello che sarebbe diventato il padre di sua figlia, oggi undicenne, aveva un buon lavoro e una famiglia che la sosteneva.

Quell’italiano affascinante, bravo con le parole, le ha raccontato di essere un uomo d’affari costretto a viaggiare molto per lavoro. E lei gli ha creduto tanto da innamorarsene e da lasciare lavoro e famiglia per seguirlo. Ben presto, però, si è resa conto dell’errore, ma tornare indietro era impossibile.

Si è ritrovata a convivere con un tossicodipendente e spacciatore, violento e con problemi psichiatrici, e ha dovuto affrontare ben tre interruzioni di gravidanza prima della nascita di sua figlia che, riconosciuta dal padre, ha perso la cittadinanza indiana in favore di quella italiana. Abbandonata da quell’uomo, causa delle sue disgrazie, e ripudiata dalla sua famiglia, Jaspreet rimane sola e, con gli ultimi risparmi, decide di partire per l’Italia, il Paese di sua figlia.

Da pochi mesi è ospite della Casa d’Accoglienza di Arché. È una donna mite che non si arrabbia mai, quando chiede qualcosa tiene gli occhi bassi e sa ringraziare. Non parla italiano e non ha nessun documento che possa attestare le sue esperienze professionali, nonostante questo non ha perso la speranza e sta cercando di ricostruire la sua vita per dare alla figlia un futuro nel suo Paese.

Abbiamo raccolto e scritto, cambiando nomi e dettagli, le storie di cinque mamme ospiti di Casa Accoglienza Arché: aiutaci a trasformare in storie di speranza le vite delle mamme che si rivolgono a Casa Arché: invia un SMS al 45505 per donare 2 € (dal 14 settembre al 5 ottobre).












Questo post è associato al progetto: Casa Accoglienza

Postato Giovedì 25/09/2014 da