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Accoglienza

Federica e Ilaria nelle Case di Momo

di Federica Cappelletti e Ilaria Biasini

Il tema dell’accoglienza è qualcosa su cui, entrando a far parte del progetto “appartamenti”, abbiamo riflettuto più volte.

“Accogliere” significa far entrare qualcosa o qualcuno, aprirsi, fare spazio; quando si è accolti ci si sente accettati, sollevati, difesi e un po’ meno soli. Per le mamme e i loro bambini, avere una casa esprime proprio questo, ed è qualcosa di veramente importante.

È un punto da cui ripartire, un nido in cui recuperare sicurezza, coltivare speranza, ritrovare equilibri e dove, giorno dopo giorno, costruire rapporti in famiglia e con le persone che si possono ospitare.

Accoglienza è quella che noi volontari diamo, ma che riceviamo doppiamente perché di fatto siamo noi a varcare una soglia, ed è a noi che viene riservato uno spazio nella casa e nelle abitudini di altre persone.

In questi “appartamenti” si condividono tempo, emozioni, esperienze, attività, ci si confronta sull’educazione, si scambiano pareri, si sta semplicemente assieme.

Abbiamo iniziato il nostro percorso all’interno di questo progetto in punta di piedi e con la paura delle prime esperienze, ma motivate da un forte desiderio di cominciare una nuova avventura. Non è mai facile incontrare un’altra persona e farla entrare nella propria vita, anche solo per qualche ora un sabato ogni due settimane.

Il pensarci nel ruolo di volontarie metteva in moto una serie di pensieri: «Ma sarò in grado? Ora arrivo lì a casa e cosa dico? Riuscirò a essere me stessa?». Tutti questi interrogativi, però, presto hanno lasciato spazio alla sola voglia di esserci e di portare se stesse a ogni incontro nel modo più naturale possibile.

Così, a dispetto delle prime naturali diffidenze, ci siamo rese conto che il tempo trascorso insieme veniva apprezzato settimana dopo settimana. La voglia di trasmettere qualcosa di positivo ci ha spinto a mettere da parte le nostre realtà quotidiane per lasciare spazio a tutto ciò che potevamo dare e ricevere durante le nostre visite.

Alla fine, le grandi conquiste erano i piccoli gesti: un bambino che cerca la tua mano mentre passeggi, o una mamma che ride di cuore a una tua battuta. Riuscire a stare bene insieme è una grande soddisfazione.

Come per tutte le persone che lavorano (una fortuna, in questo periodo), il nostro tempo libero è qualcosa di prezioso, ma quello che dedichiamo all’attività di volontariato è sicuramente quello meglio speso e che ci ha reso più consapevoli del valore e dell’importanza della parola “accoglienza”.

A Milano, Arché gestisce il Progetto "Le Case di Momo":

Cinque appartamenti per fornire un servizio di housing sociale per famiglie e nuclei mamma/bambino in percorsi verso l'autonomia e di inserimento sociale. 

Dopo aver passato un periodo di affiancamento ai servizi sociali, sia in comunità o in seguito a sfratti, molte famiglie si trovano nella necessità di avere un alloggio più o meno temporaneo per poter iniziare a riprogettare la propria vita, ritornando a gestirla in autonomia. 

Immagine| Remy Sharp












Questo post è associato al progetto: Le Case di Momo

Postato Venerdì 31/10/2014 da Stefania Culurgioni