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Caro Spark

«Mamma, questa è la nostra casa!»

di Carlotta Bazan

Essere accolti e accogliere, iniziare una nuova vita in un luogo sicuro e caldo come una casa, assume su di sé tanti significati.

Ad accogliere non siamo solo noi che offriamo un nuovo alloggio e la possibilità di una nuova vita da costruire insieme; ad accogliere è anche colui che viene accolto, e forse il compito più difficile è quello di accogliere il cambiamento.

Il significato di accoglienza, in questa storia, è quello di imparare ad accogliere nuove opportunità, un nuovo modo di vivere insieme verso il futuro.

Clara, già lontana da tempo dalla sua famiglia, è stata abbandonata dal compagno dopo essere rimasta incinta. Ha trascorso, prima ospite di conoscenti e poi in un centro di accoglienza, tutto il periodo della gravidanza e quello successivo la nascita di Mattia, angosciata dal non poter avere un luogo per sé e per il suo bambino.

La loro storia viene segnalata ad Arché, e madre e figlio sono accolti in uno degli appartamenti della Fondazione, con l’obiettivo di sostenerli nella costruzione della loro vita familiare e accompagnarli alla loro autonomia abitativa.

È stata una grande emozione accoglierli in appartamento accompagnati da alcuni loro amici. Clara non riusciva a credere di poter vivere in quella casa da sola con il suo piccolo, non ha mai avuto l’opportunità di farlo. Mattia era spaesato, contento di essere con i suoi amici: «Mattia, questa è casa tua e di mamma!», dicevano i più grandi.

Non è stato facile per Clara: alla gioia di avere una casa tutta per sé e il proprio bambino, si contrapponeva la difficoltà di accogliere numerosi cambiamenti. «Stare soli noi due è bello, è un desiderio che si avvera», mi diceva, «ma è anche tanto difficile, i pensieri si affollano, il silenzio è pesante». Per qualche mese, Mattia chiedeva dei suoi compagni di stanza e del luogo in cui vivevano prima. Lui, bimbo allegro e solare, in certi momenti era nostalgico e poco a suo agio in giro per la casa.

Il tempo è trascorso, la casa è stata personalizzata con i regali ricevuti dagli amici, Mattia ha scelto un posto per i suoi giochi e, pian piano, ha compreso che adesso vive lì insieme alla sua mamma.

Un pomeriggio, tornando da scuola, ha detto: «Mamma, questa è la nostra casa!», e per Clara è stata una grande gioia. Adesso, sono davvero pronti ad accogliere ciò che il futuro regalerà loro.

Immagine| Caro Spark












Questo post è associato al progetto: Le Case di Momo

Postato Venerdì 31/10/2014 da Stefania Culurgioni