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Adam Foster

La rinascita di Sara in Casa Accoglienza

di Ingrid Bianchetti, vicedirettrice di Casa Accoglienza

Sara è arrivata in comunità assieme ai suoi quattro bambini, durante una triste notte di un anno e mezzo fa, accompagnata da una volante della polizia. Lo stesso pomeriggio si era presentata in commissariato per denunciare l’ultimo di una lunga serie di maltrattamenti da parte del marito.

In Marocco, sua terra d’origine, Sara frequentava il secondo anno di giurisprudenza e ha dovuto interrompere gli studi perché costretta a sposarsi. Rimasta subito incinta, trascorre i primi anni di matrimonio a casa della famiglia acquisita. Il marito, infatti, lavora in Italia, e solo nel 2008 Sara e i due figli riescono a raggiungerlo. Inizia così per Sara un lunghissimo periodo fatto di violenze, insulti e vessazioni. Intanto vengono alla luce altri due bambini.

In comunità, Sara ha finalmente ritrovato la serenità che da nove lunghi anni aveva dimenticato. Ha dimostrato una forte voglia di riscatto dal marito e dalle restrizioni cui è stata sottoposta, non perdendo di vista i suoi quattro figli che segue amorevolmente e ai quali vorrebbe garantire un futuro dignitoso e tranquillo.

Le pratiche per la separazione sono state avviate dopo pochi mesi dall’ingresso e, assieme all’educatrice, Sara ha ricostruito la sua vita, mettendo per iscritto tutti i momenti salienti della sua storia con l’uomo che le ha rovinato l’esistenza.

Sara spera sempre di riconquistare la sua autonomia. Pensa agli studi che non è riuscita a completare, ed è stata felicissima quando a giugno ha iniziato a frequentare un corso di formazione per “addetto a front e back office”, assieme a un gruppo di ragazzi neolaureati e studenti universitari. Il corso le è stato utile per studiare l’inglese e l’informatica, ma soprattutto è stato un piacere per Sara dedicare del tempo solo a se stessa, come non accadeva da tanto.

A breve, Sara lascerà la Casa per andare in un appartamento tutto per sé e i suoi figli… Noi siamo molto felici per loro, ma sappiamo che lasceranno un grande vuoto qui dentro.

Sarà dura rinunciare ai loro sorrisi meravigliosi e agli abbracci caldissimi della più piccola delle figlie, soprannominata “biscottino”, ma ce li porteremo sempre dentro il cuore e ringraziamo Sara per essersi fidata di noi, nonostante le brutte esperienze che si porta dentro: le diciamo grazie per essere diventata parte della famiglia, in un modo così vitale e puro.

Leggi il saluto di Sara

Immagine| Adam Foster












Questo post è associato al progetto: Casa Accoglienza

Postato Venerdì 31/10/2014 da Stefania Culurgioni