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Natale 2015: l'inutile carezza

«E bastava un’inutile carezza a capovolgere il mondo» (Alda Merini)

Non è del tutto inutile la carezza con cui Giuseppe, come ogni papà e ogni mamma, sfiora il Bambino.
Senza quella carezza per la creatura non ci sarebbe futuro.
Proprio per quel gesto un giorno, quando il Bambino si è fatto adulto, sarà capace a sua volta di accarezzare le ferite dell’umiliato, del fallito, dello scartato. Quanta gente gli sarà grata per quel gesto, per quello sguardo che ti fa sentire amato.
Certo che, quando il Bambino si sarà fatto adulto, e incontrerà gente che non crede di aver bisogno di tenerezza, allora si farà sferzante. Chi crede di bastare a se stesso, lo ribalterà così come ribalta i tavoli e gli sgabelli del tempio…

Le carezze sono proprie dei bambini, forse ancora si accarezzano gli innamorati, ancora qualcuno accarezza il viso fragile dell’anziano…
Ma è l’età di mezzo che manca di carezze, di dolcezza, di tenerezza.
Forse Natale, proprio in questi tempi di paure e di chiusure, potrebbe essere l’occasione buona per lasciarci andare a quella che consideriamo una debolezza.
Diventiamo più fragili, ma più umani. Questo può cambiare le cose.

Buon Natale e che vinca la tenerezza una volta tanto!

Padre Giuseppe














Postato Lunedì 21/12/2015 da Paolo Dell'Oca