Questo sito utilizza cookie, anche di terze parti, per migliorare la tua esperienza e offrire servizi in linea con le tue preferenze. Chiudendo questo banner, scorrendo questa pagina o cliccando qualunque suo elemento acconsenti all'uso dei cookie.

CHIUDI

Lina Sotis

Corriere della Sera: il primo Natale delle mamme e dei bambini di CasArché

Lina Sotis racconta sul Corriere della Sera il primo Natale a CasArché. Apri la foto per leggerlo! Riportiamo qui il pensiero di padre Giuseppe per il Natale: 

Non è del tutto inutile la carezza con cui Giuseppe, come ogni papà e ogni mamma, sfiora il Bambino. 
Senza quella carezza per la creatura non ci sarebbe futuro.
Proprio per quel gesto un giorno, quando il Bambino si è fatto adulto, sarà capace a sua volta di accarezzare le ferite dell’umiliato, del fallito, dello scartato. Quanta gente gli sarà grata per quel gesto, per quello sguardo che ti fa sentire amato.
Certo che, quando il Bambino si sarà fatto adulto, e incontrerà gente che non crede di aver bisogno di tenerezza, allora si farà sferzante. Chi crede di bastare a se stesso, lo ribalterà così come ribalta i tavoli e gli sgabelli del tempio…

 

Le carezze sono proprie dei bambini, forse ancora si accarezzano gli innamorati, ancora qualcuno accarezza il viso fragile dell’anziano…
Ma è l’età di mezzo che manca di carezze, di dolcezza, di tenerezza.
Forse Natale, proprio in questi tempi di paure e di chiusure, potrebbe essere l’occasione buona per lasciarci andare a quella che consideriamo una debolezza. 
Diventiamo più fragili, ma più umani. Questo può cambiare le cose.

 

Buon Natale e che vinca la tenerezza una volta tanto!

 

Padre Giuseppe

 












Questo post è associato al progetto: Casa Accoglienza

Postato Sabato 26/12/2015 da Stefania Culurgioni