Questo sito utilizza cookie, anche di terze parti, per migliorare la tua esperienza e offrire servizi in linea con le tue preferenze. Chiudendo questo banner, scorrendo questa pagina o cliccando qualunque suo elemento acconsenti all'uso dei cookie.

CHIUDI

C’era una svolta

In alcuni numeri di Topolino c’erano le storie a bivi: ad un certo punto ti veniva chiesto: “Se credi che Paperino accetterà la sfida di Gastone va’ a pag. 34, se pensi debba rifiutarla vai a pag. 42”. La lettura è un’attività tutt’altro che passiva, ma in quel caso l’autore chiedeva esplicitamente al lettore di affiancarlo nello sviluppo della storia che preferiva leggere.

Mi han sempre incuriosito le narrazioni non lineari. Aggiungono all’esperienza una dimensione ludica, da esplorazione di testi. M’interrogo sul come questa comunicazione, più da frontiera che da mainstreaming, possa recitare un ruolo nel racconto che fanno di sé le organizzazioni del terzo settore.

Tre libri, tra gli altri, reputo magici per come mi hanno mostrato in tempi recenti nuove terre della comunicazione cartacea. Il primo è fuorviante, folle, meraviglioso. Un capolavoro. Capace di riportare il lettore ad uno stadio della conoscenza prescolastica.

L’opera d’arte è il Codex Seraphinianus, tomo edito nel 1981 dall’artista Luigi Serafini, e si tratta (ci provo) di un’enciclopedia di una cultura fantastica, visionariamente illustrata e descritta in una grafia sconosciuta. Sfogliandolo si prova ad interpretare il codice, a “significarlo”, ma la sensazione predominante è quella dello stupore. Lo stupore di fronte al libretto d’istruzioni di una cultura aliena.

Continua a leggere

 














Postato Lunedì 21/03/2016 da Paolo Dell'Oca