Questo sito utilizza cookie, anche di terze parti, per migliorare la tua esperienza e offrire servizi in linea con le tue preferenze. Chiudendo questo banner, scorrendo questa pagina o cliccando qualunque suo elemento acconsenti all'uso dei cookie.

CHIUDI

Ujana: una proposta per educare

All’interno dell’articolato della Convenzione sui diritti del bambino del 1989, troviamo diversi riferimenti all’educazione del fanciullo.

L’art.28, in particolare, attesta il diritto all’istruzione, affermando che l’insegnamento primario deve essere reso obbligatorio e gratuito per tutti. Oltre a ciò, è forte il richiamo ai temi dell’accessibilità scolastica e della libertà della scelta dei percorsi didattici. All’art 29, invece, si precisano le finalità a cui l’educazione deve tendere: lo sviluppo della personalità del bambino, delle sue facoltà e delle sue attitudini mentali e fisiche, il rispetto dei diritti dell’uomo e delle libertà fondamentali, dei suoi genitori, della sua identità, della sua lingua e dei suoi valori culturali, nonché dei valori nazionali del Paese nel quale vive, del Paese di cui può essere originario e delle civiltà diverse dalla sua. Infine, l’educazione deve cercare di preparare il fanciullo ad assumere le responsabilità della vita in una società libera, e ad inculcare in lui il rispetto dell'ambiente naturale.

I riferimenti alla Dichiarazione dei diritti umani evidenziano che l’educazione è sia un diritto, sia uno strumento essenziale per la promozione e la tutela di tutti gli altri diritti umani fondamentali, che deve essere declinato alle esigenze particolari di ogni soggetto e orientato verso pratiche di un vivere quotidiano rispettoso della dignità umana e ispiratore di cittadinanza attiva. Ujana è anche questo.

Insieme ai ragazzi, nelle classi delle scuola secondarie dove ci sono state aperte le porte, i volontari di Arché propongono attività ludiche-riflessive che accompagnano i ragazzi alla scoperta delle libertà fondamentali. Lo scopo è di indirizzare i giovani a conoscere ed esplorare la società, a rispettare la dignità umana e prepararsi ad una cittadinanza attiva e soprattutto solidale.

Dopo aver lavorato su se stessi, sul loro essere, le loro conoscenze, il loro rapportarsi con gli altri, imparano a riflettere sulle proprie radici, sui propri sogni, sui valori. Comprendono l’importanza della famiglia, degli amici, dei valori fondamentali. Attraverso il progetto “Il mio zainetto”, si ritrovano proiettati in una situazione estrema di scelta dei valori, nel rispetto dell’altro, della cultura dello straniero, dell’esigenze del più bisognoso. Nove volte su dieci, per i ragazzi il valore più grande è quello della famiglia e dell’amicizia, intesa come seconda famiglia. È stupendo notare come siano pronti a rinunciare a tutto per gli affetti più importanti. Per questo, la Fondazione Arché ringrazia quelle scuole che, con fiducia, hanno dato la possibilità ai volontari di aiutare ancora una volta gli adolescenti ad affrontare meglio i loro cambiamenti. È un loro diritto essere educati alla libertà sana e rispettosa. È un loro diritto conoscere i rischi dell’adolescenza, e ogni scuola ha il dovere di proteggere questi diritti. Perché l’educazione è tutto questo. Ujana è tutto questo.

Ilaria Quondamatteo












Questo post è associato al progetto: Ujana. Educare alla salute in adolescenza

Postato Mercoledì 25/05/2016 da Paolo Dell'Oca