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Il nostro Centro di ascolto

Il Centro di ascolto rivolto alla “popolazione migrante”, in particolare a famiglie con figli minorenni, ma anche a richiedenti asilo e rifugiati, è attivo in Arché dal 2001.

In quegli anni, gli “stranieri” in Italia superavano appena il milione di unità (dati Istat), tuttavia, rispetto al passato, già si avvertiva, parallelamente all’incremento quantitativo, l’esigenza di una giusta attenzione agli aspetti qualitativi di questa presenza: ricongiungimenti familiari crescenti e aumento dei minori, che per lo più appartenevano già alla seconda generazione, e diventavano sempre più numerosi nelle scuole (Dossier Statistico Immigrazione 2001 - XI rapporto della Caritas).

Al primo gennaio 2016, gli immigrati in Italia sono 5 milioni 54 mila e rappresentano l'8,3% della popolazione totale (dati Istat). Cambiamenti enormi si sono verificati nell’ultimo decennio, e non solo in termini di presenza numerica. La destabilizzazione geopolitica dell’area nordafricana e mediorientale ha causato un aumento di proporzioni storiche di migranti che fuggono da conflitti e cercano di raggiungere l’Europa. Alcuni di loro arrivano in Arché, e ci consegnano il loro bagaglio di paura, di smarrimento. Storie diverse, spesso accomunate da un Difetto di Cittadinanza”. (V. Maher – Antropologia e Diritti Umani nel Mondo Contemporaneo)

Il nodo cruciale è quello dei diritti, ben scritti nelle varie Convenzioni e Carte, ma quasi mai esercitabili nella realtà quotidiana. «La convenzione sullo Statuto dei rifugiati (Ginevra, 1951), la Dichiarazione universale dei Diritti dell'uomo (Parigi, 1948), la Convenzione sui Diritti dell’infanzia e dell’adolescenza (Onu 1989) sanciscono solennemente principi e diritti che appaiono così distanti dalla realtà vissuta dai migranti e dai richiedenti asilo.

A scandire il tempo e lo spazio di queste vite, invece, sono spesso la violenza strutturale, (che è violenza in se stessa, non diretta, ma determinata da continui atti di omissione) dal razzismo istituzionale (che si determina quando politiche, norme e prassi amministrative perpetuano, rinforzano o producono la disuguaglianza e il malessere sociale di minoranze svantaggiate).

Nel 2015, ci sono stati 3.771 morti nel Mediterraneo, (dati Oim – Organizzazione internazionale delle migrazioni). Il mare divora vite e, per una paradossale drammatica reazione causa-effetto, assistiamo alla nascita di muri di paura, che spesso si trasformano in muri di cemento, in filo spinato.

I corpi dei bambini, riversi sulle spiagge, hanno provocato una debole indignazione, che presto si è spenta, lasciando spazio, ancora, alla paura, alla costruzione dei muri. Il sonno della ragione genera mostri e, infine, combattiamo i poveri, non la povertà.

Il Centro di ascolto di Arché è un luogo di accoglienza, di sostegno e accompagnamento, ma è, allo stesso tempo, uno spazio reale e astratto, un posto in cui le persone che incontriamo formano un patchwork di narrazioni, di biografie, di strade e di cammini, di orizzonti, di significati, che cambiano la forma delle nostre idee, la visione dell’esistenza. E ci donano la capacità di indignarci, e la forza di continuare a dire al mondo di “risvegliare la ragione”, di non aver paura. 

Alfio Di Mambro

Immagine| @Cifa Onlus












Questo post è associato al progetto: Centro di Ascolto e Accoglienza

Postato Martedì 05/07/2016 da Paolo Dell'Oca