Questo sito utilizza cookie, anche di terze parti, per migliorare la tua esperienza e offrire servizi in linea con le tue preferenze. Chiudendo questo banner, scorrendo questa pagina o cliccando qualunque suo elemento acconsenti all'uso dei cookie.

CHIUDI

Gli occhi di Maria sono la casa di Arché

Negli occhi di Maria si leggono storie. Osservali qualche secondo e vedrai sgorgare i vocaboli della sua vita che è anche la vita di Arché. Di cosa parlano quelle minuscole pozze d’acqua celeste? Di cinque figli caduti nel tombino della droga in cui per anni sono rimasti imprigionati.

Erano gli anni novanta, in casa c’erano litigi e problemi, i ragazzi si fecero sedurre uno ad uno dall’eroina. Maria si ritrovò da sola a combattere un mostro: si rivolgeva agli ospedali e agli assistenti sociali ma nessuno poteva aiutarla. “Finché ho incontrato padre Giuseppe e Arché – racconta – lui e i volontari sono stati i primi e gli unici a starmi vicino”. Succedeva 25 anni fa: Arché fece gruppo intorno a Maria e ai suoi figli, “Smisi di sentirmi sola”, racconta.

Nacquero i primi gruppi di mutuo aiuto tra genitori di figli tossicodipendenti e oggi quei gruppi esistono ancora! I genitori sono per lo più nonni, continuano a ritrovarsi per parlare di come affrontare i problemi della vita.

“Un tempo era la droga e l’Aids – racconta Maria – eravamo genitori isolati, quei figli tossici erano un macigno, una vergogna, i vicini, gli amici, il quartiere ti guardava come se il colpevole fossi tu. Giuseppe e i volontari invece venivano a casa, parlavano con me, parlavano con loro, facevano tutto quello che potevano per dare una mano”.

Gli occhi di Maria, che oggi è una nonna felice di cinque nipoti, raccontano la lotta di tanti anni fa. “Lottai per capire cosa stesse succedendo, lottai per tirarli fuori, e quando finalmente si disintossicarono, quando finalmente tornarono lucidi e ridevamo e scherzavamo ancora, me li portò via l’Aids”.

La disperazione ha lasciato qualche traccia in quel verde offuscato ma se guardi bene ci sono sbuffi di gioia e speranza, di un futuro ritrovato, del calore di una casa. Gli occhi di Maria sono la casa di Arché.














Postato Lunedì 09/01/2017 da Paolo Dell'Oca