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Cosa significa fare educazione oggi?

Educazione? Cosa intendiamo in Arché per educazione? Non parliamo soltanto, come da definizione, di apprendimento di principi intellettuali e morali validi a determinare fini che sposino le esigenze di ogni individuo e della società in cui vive. Noi accompagniamo i ragazzi che già sperimentano l’educazione, li accompagniamo in primis alla vita. Suona un po' altisonante, ma proviamo a fornire loro strumenti per conoscersi meglio e definire il loro sperimentare quotidiano.

In maggio sono stata invitata in una classe di quarta elementare per parlare di Arché ai bambini. Alcune delle mamme dei ragazzi avevano scelto le nostre bomboniere solidali per la prima comunione dei propri figli. Mentre tra i ragazzi girava questa pergamena, la maestra ci ha invitato a spiegare cosa fosse Arché.

Dopo aver approfondito il significato di ONLUS, abbiamo cominciato a parlare di solidarietà.

È stato molto interessante notare come dei ragazzi così giovani fossero molto interessati al concetto di sociale. Ci hanno rivolto tantissime domande! Curiosissimi, hanno ascoltato attentamente per capire meglio cosa voglia dire essere solidale.

Ma ancor più bello è stato ascoltare cosa ne pensassero.

Ci hanno promesso di essere, sin dal giorno stesso, più solidali con tutti, partendo dai membri della classe, la loro piccola società, e di allenarsi sin da subito alla disponibilità, all’altruismo, alla tolleranza, al rispetto dei diritti altrui, alla non violenza.

Ecco ciò che accade anche nelle classi che seguiamo nei progetti di prevenzione dei comportamenti a rischio: è come se si iscrivessero ad una palestra e si cominciasse insieme a loro un allenamento educativo alla socializzazione. E non solo.

Diamo ai ragazzi la possibilità di raccontarci cosa significhi per loro ciò che stiamo facendo. Esplorazione. Aiuto. Crescita. Comprensione. Espressione. Emotività. Confronto. Conoscenza. Queste le loro definizioni, la loro verifica sul lavoro fatto insieme. È soddisfazione.

Sentire che qualcuno abbia superato il timore di parlare in pubblico, di socializzare con i compagni, di confrontarsi in gruppo… Capire che ci si sente di più se stessi, che si è compreso un pochino di più chi sono e cosa sarebbe “giusto” fare e non fare. Contestualizzare la parola rischio ed avere più consapevolezza del mondo in cui viviamo, di come poter affrontare meglio le situazioni rischiose che potrebbero presentarsi in futuro.

La scuola che ci collega alle famiglie, spesso inconsapevoli dei disagi dei propri figli o dei pericoli che la società tende loro, è uno spazio importantissimo che permette a noi di Arché, come a tutti gli educatori, di aiutare questi ragazzi a far crescere in loro la voglia di essere, ma soprattutto di essere migliori.

Affiancati sempre da figure professionali e da volontari, tendiamo loro la mano.

Finché troveremo porte aperte avremo l’entusiasmo di agire. E tutto questo grazie alla disponibilità dei dirigenti scolastici, alla collaborazione degli insegnanti e a chi rende tutto questo possibile. Alla fiducia dei ragazzi stessi che ci cercano e ci danno un motivo per continuare il nostro lavoro, motivati e determinati.

Il 6 giugno abbiamo concluso un altro anno di Ujana - educare alla salute in adolescenza, e nell’ultima classe, una terza media vicina agli esami, siamo stati salutati con abbracci, messaggi di ringraziamento e regali.

Li abbiamo salutati con la promessa di esserci ancora, se ne avranno bisogno. Magari un giorno quanlcuno di loro diventerà volontario. Tutti insieme siamo Arché. Principio di qualcosa di buono. Questa è educazione.

Ilaria Quondamatteo, Responsabile Educazione di San Benedetto del Tronto 












Questo post è associato al progetto: Ujana. Educare alla salute in adolescenza

Postato Martedì 18/07/2017 da Paolo Dell'Oca