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Il racconto dell'Arché Live 2017

Il 14 ottobre "da vicino nessuno è lontano", ci siamo detti. Ma cos'è accaduto all'Arché Live, tra sabato e lunedì?

Padre Giuseppe ha dato il via all'evento e alla tavola rotonda "Essere rivoluzionari oggi", citando Franco Arminio: "Oggi essere rivoluzionari significa togliere più che aggiungere, significa rallentare più che accelerare, significa dare valore al silenzio, al buio, alla luce, alla fragilità, alla dolcezza".

Ha quindi introdotto Giacomo, Elisabetta, Walter e Marta, volontari che hanno raccontato la propria esperienza in Arché, cui ha fatto seguito un intervento di Giorgio Ferrari, membro dell'Advisory Board.

Sempre a proposito di volontariato, la spina dorsale di Arché, abbiamo introdotto quest’anno un "Premio per il miglior volontario dell'anno". Ad aggiudicarselo sono stati: Nando, Marina, Enzo, Antonietta, ed Elisabetta. Ma non sarà questo premio a ringraziarli abbastanza per quello che fanno e per come lo fanno.

Nel fecondo dialogo dal titolo “Caino in Piazza e Narciso nella rete. Siamo un paesaggio alternativo possibile?”, il poeta e paesologo Franco Arminio e Matteo Bonazzi, filosofo e psicanalista, han toccato temi cari ad Arché. Uno in particolare: la relazione con chi è considerato fallito, non riuscito, ma che può ancora avere dentro di sé una forza costruttiva in grado di germogliare, se opportunamente supportata.

Arminio ha definito noi di Arché “una figura dell’avvenire”, una definizione che porta con sé l’immagine di una rivoluzione dolce, una rivoluzione non per togliere qualcosa a qualcuno ma per dare qualcosa a qualcuno, in pieno contrasto con il cacofonico autismo corale imperante.

Lo scambio di idee tra i due ospiti si è poi concluso con una bella cantata del pubblico diretto dal poeta.

Dopo il buffet all’aperto i presenti sono stati coinvolti in un divertente gioco fotografico, a coronamento di una giornata interessante! 

Per questo delizioso buffet porgiamo tutta la nostra gratitudine a Pellegrini S.p.A., e ringraziamo altresì Excellence consulting per il supporto alla giornata e C.R.E.SCO. per aver intrattenuto i nostri bambini.

Lunedì 16, è stata invece la volta della lectio magistralis tenuta da Miguel Benasayag all’Università degli Studi di Milano dal titolo “Oltre le promesse di ogni potenza e al di là di un’esperienza quotidiana d’impotenza: l’azione ristretta”.

Il titolo dell’incontro è stato chiaramente spiegato in un incontro di due ore costellate di domande.

Il professor Benasayag ci ha aggiornato su alcune sue ricerche, mettendoci in guardia da un’ibridazione uomo-macchina che sembra uscita da un romanzo distopico, ma che invece è già realtà. Innanzi a un progresso tecnologico volto a potenziare l’uomo sminuendone le caratteristiche essenziali - come finitezza, imperfezione, fallibilità – il suo consiglio è agire in modo ristretto, qui e ora, senza lasciarsi intimidire dallo spaesamento e dall’impossibilità di comprendere l’interezza di ciò che ci sta intorno.

Sono stati due giorni coinvolgenti e ricchi di idee. Grazie a tutti i presenti!

Nel caso vi siate persi o vogliate riascoltare Miguel Benasayag, qui trovate l'audio del suo intervento:














Postato Lunedì 30/10/2017 da Paolo Dell'Oca