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Dopo Macerata: in gioco c'è il futuro

Quando i bambini avvertono l’altro bambino come una minaccia al proprio capriccio, o non riescono a fare andare le cose come vogliono loro, cominciano ad alzare le mani. Anzi, se hanno qualche oggetto alla loro portata è immediato che lo scaglino contro l’altro.

Sono i bambini che non possono valutare le conseguenze delle loro reazioni. E per questo ci siamo noi adulti che a nostra volta siamo stati bambini e dovremmo ricordare bene a cosa hanno portato certi comportamenti.

Ma se a fare questo sono gli adulti, e magari adulti che sono anche politici che per “mestiere” dovrebbero trovare le mediazioni nei conflitti, dovrebbero costruire sentieri e strade d’incontro tra le diversità e nei problemi… Allora riduciamo la democrazia a una sala giochi, ben sapendo che in gioco però c’è il futuro e non un capriccio.

Per favore, abbiate un sussulto di dignità intellettuale e smettetela di giocare, di alimentare l’odio, di scaricare sullo straniero ogni colpa. Governate la paura della gente, ma governate e non giocate perché altre città potrebbero diventare come Macerata.

E a te che hai paura dello straniero, a te che vuoi difendere la “razza bianca”, vorrei dire solo una parola: sii uomo. Forse ti senti sollevato dopo che hai scagliato la tua rabbia e la tua paura sull’altro che è uomo o donna come te?

Ricordi quell’adagio di Bertolt Brecht? Rileggilo con me, perché nessuno abbia a diventare un bambino smemorato:

Prima di tutto vennero a prendere gli zingari. E fui contento perché rubacchiavano. Poi vennero a prendere gli ebrei. E stetti zitto, perché mi stavano antipatici. Poi vennero a prendere gli omosessuali, e fui sollevato, perché mi erano fastidiosi. Poi vennero a prendere i comunisti, ed io non dissi niente, perché non ero comunista. Un giorno vennero a prendere me, e non c'era rimasto nessuno a protestare.

p. Giuseppe

Foto| @Ugo, Arcobaleno sopra Macerata














Postato Martedì 06/02/2018 da Paolo Dell'Oca