Madri per sempre

Non si smette mai di essere madre. Ha commosso il mondo la vicenda di Ada Keating, la generosa signora 98enne che, a Liverpool, ha deciso di seguire il figlio Tom, 80 anni, nell’istituto per anziani, per continuare a prendersi cura di lui e «augurargli la buona notte», come ha lei stesso dichiarato. Una storia commovente, ancora di più se, nel raccontarla, pensiamo ai volti di tante nostre mamme di Arché: donne che, come leonesse, a volte contro tutto e tutti, si prendono cura dei propri bambini. Scappando dalla violenza, dal dolore, e cercando di proteggere i figli. Perché una mamma è per sempre.

C’è, però, una riflessione che mi viene spontanea, e che nulla vuole togliere alla bellezza di quanto accaduto a Liverpool: spesso, amare significa lasciare andare, più che trattenere. Spesso, il vero amore di un genitore si concretizza nel donare al proprio figlio le ali per volare, più che nel costruirgli una splendida e confortevole gabbia in cui vivere. E, per quanto sia commovente che un figlio trascorra la sua vita prendendosi cura della madre (e viceversa), ciò non vuol dire che questa attenzione debba necessariamente derivare dalla coabitazione. Anzi: l’amore filiale (e viceversa) non esclude mai la realizzazione personale e il rispetto dei propri spazi. Insomma: non è perché hanno trascorso 80 anni insieme, che quella mamma e quel figlio si amano. Ma perché, dopo quasi un secolo, hanno ancora voglia di augurarsi la buona notte.

Infine, c’è un’altra considerazione che mi piace condividere. In Arché, accompagniamo i passi di tante mamme e bambini. I loro volti, i loro sorrisi, le loro domande riempiono anche le nostre giornate. Alcune mamme, le abbiamo seguite durante la gravidanza. Abbiamo gioito con loro, quando hanno spalancato gli occhi, stupite e attonite, ai primi vagiti dei loro piccoli. Le abbiamo affiancate durante le prime pappe, i primi passi dei bimbi, i primi giochi… Queste donne sono l’immagine della madre. Eppure, c’è anche un altro modo per essere mamme. Ed è quello di chi non ha generato un figlio biologico, ma lo “fa nascere” ogni giorno, dedicando affetto, attenzione, energie. Fino alla fine. Senza mai stancarsi. Anche a loro va il mio pensiero. Perché anche loro sono “madri per sempre”.

Agnese Pellegrini














Postato Mercoledì 14/02/2018 da Paolo Dell'Oca