Il Futuro entra in noi molto prima che accada

Siamo perennemente nella condizione di chi non ha mai tempo a sufficienza, di chi è sempre indietro col tempo: Non ho tempo per leggere, non ho tempo da dedicare agli altri, non ho tempo per coltivare le amicizie, non ho tempo di riposarmi un po’

Succede anche che, nonostante la buona volontà per cui in certi momenti riesci a organizzarti la vita e credi di aver risolto la questione, ecco un imprevisto o un problema che il collega ha abilmente evitato, ora ricade sulle tue spalle. Non sappiamo governare il presente… Immaginiamo il futuro!

Infatti, proprio quando uno pensa di aver trovato un certo equilibrio, arriva una telefonata improvvisa, irrompe una situazione difficile… sopraggiunge comunque qualcosa che obbliga a rimettere tutto in questione e a non avere più tempo.

Sfoglio le pagine del Vangelo per cercare di capire come Gesù usava il suo tempo - verrebbe da dire, con una certa ironia, che ora “non abbiamo tempo” di approfondire!

Devo riconoscere che anche Gesù spesso non aveva tempo, si trovava in situazioni di tale sovraccarico da preoccupare i suoi parenti: Ma è fuori di sé non trova più tempo per mangiare. Però non dà mai l’impressione di essere affrettato, ansioso, nervoso, affannato. Pur essendo molteplici le richieste e le attese, Gesù appare sempre padrone di sé e del suo tempo.

Certo dava molto tempo alla preghiera, come sottolinea soprattutto Luca, all’ascolto silenzioso e personale. Gli piaceva proprio stare di notte o al mattino presto in cima alla montagna o nel giardino sotto gli ulivi… Ma poi durante il giorno con i malati non si risparmiava, affatto. Così come con i poveri, ma anche con i bambini, stare con i quali, allora, era considerato proprio una perdita di tempo!

E poi mi rendo conto che Gesù dava molto tempo ai suoi amici, parlava tanto con loro. Gli piaceva parlare alla gente, alle folle, ma poi amava ritagliare del tempo per stare solo con alcune e alcuni che gli erano particolarmente vicini. Il vangelo di Giovanni ci dice che anche nelle ore più impensate non lesinava sul tempo per incontrare personaggi strani: di notte con Nicodemo, a mezzogiorno al pozzo con la donna di Samaria.

D’altra parte sapeva che non era chiamato a fare tutto e si rifiutava decisamente di perdere tempo in faccende che non lo riguardavano: a chi gli domandava di risolvere una questione di eredità, rispondeva di non essere stato posto come giudice. Alla gente di Cafarnao che aveva delle attese impellenti, risponde ignorandole… Martini diceva: “Gesù è riuscito in tre anni a salvare il mondo perché si è detto: Ho poco tempo e mi conviene preparare altri”!

Se vogliamo parlare di futuro, se vogliamo guardare oltre l’immediato dobbiamo imparare a usare bene il nostro tempo, perché come diceva R. M. Rilke: Il futuro entra in noi molto prima che accada!

Questa riflessione era l'Ispirazione dell'Archébaleno "Che fine ha fatto il futuro?": puoi leggere la rivista qua.














Postato Mercoledì 14/02/2018 da Paolo Dell'Oca