Come diventerà questa bambina?

Emily è una mamma di CasArché. Ha una bimba con gli occhi grandi e scuri, vispa e curiosa, che le trotterella sempre intorno. Sono arrivate in comunità da un anno, perché da sole non riuscivano a farcela. Per lo meno, non ancora. Emily ha avuto sua figlia da adolescente, ci sono stati dei contrasti in famiglia, alla fine ha dovuto allontanarsi. Quest’anno compirà 19 anni. Hanno tanto futuro davanti, e adesso da CasArché stanno lavorando ogni giorno per costruirne la basi. Ne intravedono i contorni sfumati, le possibilità. Sono tante le domande che a volte girano in testa ad Emily, “chissà come sarà, questo futuro che mi sta davanti, e chissà cosa farò io, e chissà come diventerà questa bambina”. E, certo, ci sono anche timori, che non riguardano soltanto la sua vita ma che si allargano al mondo, quel mondo che Emily sta imparando a conoscere da una prospettiva diversa, forse più responsabile, più coinvolta e partecipe.

Se parlassimo del futuro, in generale, tu come lo vedi?

Ci sono cose che mi spaventano. Prendiamo la tecnologia, i cellulari, Internet. Mi sono ritrovata a pensare, qualche giorno fa, a quanto sia facile essere controllati. Mi ha messo un po’ di inquietudine pensare che attraverso di essi si possa raggiungere a conoscere così facilmente l’intimità di una persona. Poi ne vedo anche gli aspetti positivi, eh. Pensavamo ci fosse solo il Pianeta Terra, scopriamo invece che ci sono tante altre galassie. E allora significa che non siamo soli. È bello. È anche un po’ strano. Ti apre ancora più domande.

Di che cosa pensi si dovrebbe preoccupare l’umanità, pensando al suo futuro?

Delle guerre. Della povertà. Dell’ambiente. Faccio un esempio. Guardo la televisione e mi spaventa il Presidente degli Stati Uniti, Trump. Quando lo vedo su quello schermo è una cosa automatica: mi fa venire in mente la guerra. Sarà il suo linguaggio, saranno le cose che dice, ma a me mette quella sensazione. Ma a volte mi inquieta anche la superficialità degli esseri umani: occorre essere più consapevoli di quello che ci circonda, della natura, degli alberi. Gli alberi ci fanno respirare.

Quali sono i problemi che vedi di più nei rapporti tra le persone?

Il razzismo. Il fatto di non accettare le persone per come sono. Dall’omosessualità alla religione alla nazionalità.

Su che cosa dovrebbe investire l’umanità per migliorare il suo futuro?

Sui bambini. Sulla formazione e la scolarizzazione dei più piccoli. Ci sono ancora troppi Paesi dove non è possibile andare a scuola. Eppure è la chiave di tutto.

Com’è cambiata la tua visione del futuro da quando sei mamma?

È cambiata tantissimo! Prima non avevo proprio idea di cosa fare di me nel futuro. Quando ho scoperto di essere incinta ho dovuto cambiare “la testa”. Ho pensato: ecco, adesso c’è un’altra persona, c’è un’altra vita che devo guidare io, che prenderà esempio da qualcuno, cioè da me.

Come ti vedi tra dieci anni?

Spero di avere un buon lavoro, di aver messo soldi da parte. Ho degli obiettivi adesso: sto studiando in un istituto alberghiero, mi piacerebbe imparare una lingua straniera. Mi vedo all’estero, tra dieci anni. Non in Italia. Certo, qui ci sono cresciuta, questo Paese mi ha dato tante possibilità ma voglio scoprire il mondo.

E la tua bambina?

Beh, lei avrà 13 anni. E spero possa essere diversa da me. Io sono stata educata bene dai miei genitori solo che poi quando avevo bisogno di loro, loro non c’erano. Ho fatto cose che una ragazzina non dovrebbe fare. Né vedere. Vorrei che mia figlia avesse un’altra testa, diversa da quella che ho avuto io. La testa di una tredicenne, che esce con i suoi amici, che studia, che ha una famiglia, che ha delle passioni, delle ambizioni, dei sogni belli. Vorrei che sapesse cosa può fare e cosa non può fare e che mi considerasse come un punto di riferimento, qualcuno di cui si può fidare, su cui può contare anche nei momenti difficili che la vita ti mette davanti.

Questa intervista fa parte del dossier dell'Archébaleno "Che fine ha fatto il futuro?": puoi leggere la rivista qua.

Questa riflessione era l'Ispirazione dell'Archébaleno "Che fine ha fatto il futuro?": puoi leggere la rivista qua.












Questo post è associato al progetto: CasArché

Postato Mercoledì 14/02/2018 da Paolo Dell'Oca