Emozionati e curiosi: gli studenti del Frisi a CasArché

Emozionati, interessati, emotivamente coinvolti. Si sono sentiti così gli studenti dell’istituto Paolo Frisi di Milano che giovedì 1 marzo sono venuti in visita a CasArché per la prima volta. Ed era una prima volta anche per Arché: mai finora avevamo ricevuto l’attenzione di quaranta adolescenti di sedici anni così partecipi.

L’incontro è stata un’idea della professoressa di religione Claudia Capobianco: “Insegnare religione è una passione, è una cosa in cui credo moltoci ha dettoe in questi anni ho sempre avuto tanto dai ragazzi e dalle loro famiglie. La nostra scuola si impegna nella diffusione di una politica di inclusione sociale, nell’educazione alla legalità e al volontariato. Ecco perché ho pensato di portare i miei studenti a CasArché: hanno potuto confrontarsi con la diversità, hanno potuto fare un’esperienza nuova all’insegna del rispetto”.

Sono studenti con una grande sensibilità: alcuni vivono situazioni familiari difficili e si sono ritrovati in molti dei racconti che sono venuti fuori dalla visita. “È stato anche un modo perché si sentissero meno soli – confida la prof. – perché sapessero che c’è qualcuno a cui rivolgersi se hanno problemi in casa”.

I quaranta studenti di giovedì facevano parte di due indirizzi: enogastronomico-ricettivo alberghiero e promozione ed accoglienza nelle strutture ricettive. Ci sarà però una seconda visita il 20 marzo quando arriveranno invece i ragazzi delle sezioni del socio-sanitario, operatore del benessere ed acconciatori, liceo economico-sociale. La scuola si trova in via Otranto, molto vicina alla comunità di accoglienza, per cui sarà anche un’occasione per una bella camminata a piedi.












Questo post è associato al progetto: CasArché

Postato Martedì 06/03/2018 da Paolo Dell'Oca