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Non solo Prometeo...

Aperti, curiosi, abbastanza preparati e con un po’ di pregiudizi in meno rispetto agli adulti. Piccolo ritratto degli adolescenti che Arché ha incontrato alla scuola secondaria di primo grado Cassinis di Milano durante i quattro incontri che si sono appena conclusi per parlare di Hiv.

Il progetto si chiama Prometeo, hanno partecipato 98 studenti delle terze medie (quattro classi), l’ha finanziato il Comune di Milano e si è parlato a viso aperto, anche con il supporto di educatori e di un medico, di un tema delicato ma importante: che cos’è l’Hiv, come ci si ammala, come si trasmette e quali sono le cure.

“Arché ha messo a disposizione due educatori per classe – ha spiegato il coordinatore del progetto Silvio Prandolini – abbiamo organizzato dei giochi di ruolo che sono stati un pretesto per parlare di Hiv. Poi è venuto un medico che ha risposto a tutte le domande che i ragazzi hanno fatto in piena libertà. Li ho trovati aperti, curiosi, preparati sul tema, meno chiusi nei pregiudizi di molti adulti”.

Obiettivi del progetto: parlare di quali sono i comportamenti a rischio in preadolescenza, promuovere il concetto di salute secondo la definizione dell’Organizzazione Mondiale della Sanità, acquisire competenze socio-emotive sulla salute propria e sul benessere della comunità, sviluppare consapevolezza delle proprie risorse e promuovere la conoscenza dell’Hiv e delle modalità di trasmissione.

A fine percorso Jole Bevilacqua, la professoressa referente per la scuola del progetto ci ha scritto: “Vi ringrazio moltissimo per il prezioso intervento nelle nostre classi che, come avete constatato, hanno bisogno di aprirsi al mondo! Spero che ci rivedremo l'anno prossimo”.

Un'altra iniziativa, molto apprezzata dalle due ragazze che ne hanno usufruito, è stato il tirocinio che la sede di Milano ha accolto per due settimane: dal “Liceo Statale delle Scienze Umane Carlo Tenca”, per il progetto di alternanza scuola lavoro, Ilaria e Martina hanno sperimentato sul campo cosa vuol dire lavorare nel sociale e facendogli toccare con mano i diversi ambiti in cui Arché opera (dalla Casa Accoglienza al progetto gioco negli ospedali; dal negozio del Vintage alla web radio frequenze a impulsi).

La professoressa Rosanna Agrillo ci ha ringraziato così: “Le mie studentesse sono rimaste entusiaste dell’esperienza lavorativa presso di voi e dell’accoglienza ricevuta. Credo fermamente che questa possibilità di lavorare abbia fornito alle ragazze una concreta opportunità di crescita e di visione di una realtà lavorativa”.












Questo post è associato al progetto: Ujana

Postato Mercoledì 24/06/2015 da Paolo Dell'Oca