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Asinando non si rimanda. Quasi mai.

Venerdì 15 maggio 2015. Alle 6:00 suona la sveglia. Il cielo è incerto. Un bel po’ coperto. Bisogna decidere se far partire gli asinelli e farli arrivare alla Riserva Sentina o se annullare e rimandare l’evento.

Asinando è l’evento più atteso dell’anno.

Mente e stomaco cominciano a fare a cazzotti. La sensazione è la stessa di quando devi fare qualcosa di importantissimo e dall’agitazione ti prende il mal di pancia. Tu cerchi di rimanere tranquillo ma più la testa ci pensa, più il tuo stato emozionale condiziona tutto il resto…

Cosa faccio? Do questa delusione ai bambini? Loro che stamattina avranno il mio mal di pancia perché agitati e contenti per la gita… È anche vero che non è colpa mia se il sole stamattina non si è svegliato.

Ma ad Arché siamo sempre pieni di Speranza. Per noi, come dice il Papa, “la speranza è un rischio, è una virtù rischiosa. Non è un’illusione. Non delude. È sicura…”.

E siccome da anni ogni giorno priviamo ad inventarla, allora rischiamo. Asinando oggi si farà. Nessuna delusione per i 75 bambini che sono arrivati alla Riserva Sentina pronti a fare conoscenza con gli asini e con i volontari di Arché.

Sono venuti dentro ai loro pulmini gialli come quelli dei cartoni, gli scuolabus.

Sono scesi in file ordinate. All’inizio con un po’ di timidezza. Ma sapevamo già che poi, come gli altri anni, non sarebbero voluti andar via.

Tutti insieme hanno ascoltato le bellissime storie che Attilio di “AsinoPiceno” ha raccontato loro e tutte le informazioni importanti da sapere sui nostri amici asini. Poi, divisi in gruppi, a giro, hanno svolto le attività che avevamo programmato per loro.

Mentre li vedi spazzolare e accarezzare gli asini vieni rapito dalla delicatezza che usano nell’approcciarsi a quell'animale da sempre denigrato, che invece loro hanno subito percepito come molto intelligente.

Non vorrebbero più mollare le spazzole. La loro manina sotto il naso dell’asino sente l’aria calda del suo respirare. Qualcuno si convince anche che porti fortuna.

Nel frattempo altri si dilettano a colorare. Tante sagome di asini in bianco e nero aspettano, sul quel bel tavolino in legno in mezzo al prato, di essere colorate ognuna con una fantasia diversa.

Parte la gara al disegno più originale.

Asini a strisce con i colori dell’arcobaleno, asini a pois... Ma chi ha vinto? Vince come sempre l’entusiamo contagioso che i bambini ci regalano. I loro sorrisi, le loro curiosità, hanno presto cancellato l’agitazione pre-evento.

Un gruppetto si sta facendo il giro intorno alla Fattoria Ferri che da anni ci ospita gentilmente.

“Non fate caos perché gli animali che sono qui in giro potrebbero spaventarsi”.

Quatti quatti allora insieme a uno degli asini esplorano con gli occhi l’orizzonte e l’immensa distesa della Riserva Sentina. A turno trascinano Clementina. Due, tre alla volta tirano la corda orgogliosi del loro compito.

“Ma che cosa sono quelle scatolette colorate?” domanda Giovanni.

“Lì dentro ci sono le api”.

“E dietro questo muretto cosa c’è?” chiede Giulia.

“Aspettate, fate i bravi, adesso vi prendo in braccio uno alla volta e vi faccio vedere cosa c’è dall’altra parte”.

Insieme a qualche insegnante e ai volontari alziamo su i bambini e due gran bei maiali tutti rosa sdraiati a terra dormienti raccolgono lo stupore e qualche risatina dei bimbi.

“Guardate si sono fatti la doccia per voi oggi, tutti belli puliti per la vostra visità”.

Qualcuno ride di cuore qualcun altro ancora è a bocca aperta.

All’improvviso però un terzo maiale di corsa esce dal porcile chiuso e arriva scivolando sul cortile recintato tutto fangoso sul quale eravamo affacciati. Tutti si sono tirati giù dalla paura improvvisa. Che “sgaliscione” che ha fatto!

Proseguiamo il giro. Un nido di rondini nella stalla, le papere che scappano alla vista dei bambini,galline e polli in giro in cerca di pace.

Ecco che arriva Solidea. La padrona, la signora che da anni mostra quanto di bello è riuscita a conservare nella sua campagna.

Nel suo dialetto sanbenedettese (più precisamente di Porto d’Ascoli) apre una scatola con dentro dei pulcini.

"Ooooooohhhhh... Anch’io anch’io voglio vedere!".

“Uno alla volta, fate piano” dice lei, con immensa pazienza e dolcezza.

A rendere ancora più speciale questa occasione quest’anno c’è stata la partecipazione di volontari di UBI Banca che attraverso “Un giorno in dono” hanno deciso di partecipare e fare volontariato per noi invece di andare a lavoro. L’obiettivo è quello di partecipare ad un’iniziativa di sensibilizzazione al valore del volontariato e all’impegno sociale attraverso attività di coinvolgimento e di concreta collaborazione.

Ci hanno regalato una loro giornata lavorativa. Ci hanno regalato la loro partecipazione e hanno aumentato ancora la nostra speranza perché le imprese che decidono di regalare anche solo un giorno alle organizzazioni No Profit testimoniano il dovere sociale che tutti dovremmo avere.

Quella alla base di "Un giorno in dono" è una formula innovativa che può essere estesa e replicata con successo.

Come tutte le cose belle anche la giornata ha avuto una fine. I bambini hanno visto tornare i pulmini a prenderli. Tutti con un po’ di tristezza in viso e il loro sacchetto, dove era conservato il vasetto di torba nel quale avevano piantato i semini di Alisso da curare a casa con la famiglia.

Ci hanno ringraziato e salutati con gioia e mentre andavano via sbracciavano a più non posso dietro i vetri dei pulmini e urlavano ciaoooooooooo, sventolando i disegni.

L’indomani ci avrebbe aspettato un altro appuntamento con Asinando, una replica originale e nuova, ma il temporale già scoppiato non ci ha permesso di essere coraggiosi come il giorno precedente. E allora sappiate che a settembre, il 19 settembre, avrà luogo per un’edizione molto speciale e diversa di Asinando: ve la racconteremo su queste pagine (web) attraverso le nostre emozioni e quelle dei nostri sempre specialissimi ospiti.

Ilaria Quondamatteo












Questo post è associato al progetto: Asinando – Onoterapia e socializzazione

Postato Mercoledì 24/06/2015 da Paolo Dell'Oca