Quando la comunità si trova al mare

Abbiamo chiesto a Ingrid Bianchetti, direttrice di Casa Accoglienza, e a Ilaria Quondamatteo, responsabile Arché a San Benedetto del Tronto: "Cosa accade di diverso quando la comunità si trova al mare?".

Ingrid Bianchetti: “Accade qualcosa di intenso e profondo ma anche di gioioso e spensierato, qualcosa che assomiglia a cantare intorno ad un falò sulla spiaggia quando si è giovani e pieni di sogni. Accade che mamme e bambini mettono in pausa i ricordi e il dolore e si abbandonano alla leggerezza di una vacanza d'estate al mare.

Il tempo rimane sospeso: diventa un tempo veloce per la bellezza che corre nei sorrisi di mamme e bambini ma è anche un tempo lento che lascia tracce indelebili nei cuori. La tristezza che ognuno porta dentro si arrende alla condivisione, crolla la diga della solitudine e le difese si abbassano, si fa un tuffo in un mare che è di tutti.

Gli educatori si allontanano dalla propria vita quotidiana familiare, dalle loro case, immaginate da mamme e bambini come castelli abitati da fate e da principi; aprire gli occhi al mattino e ritrovarsi nello stesso luogo con persone che vengono fiutate come simili, creature che hanno delle incertezze e dei sogni proprio come loro, creature umane.

Dell'ultima sera rimane un ricordo bellissimo: il compleanno di una bimba di 3 anni che per la prima volta ha visto il mare: un fritto di pesce sulla spiaggia tutti insieme, torta e candeline, una lanterna di carta fatta volare alta nel cielo.

L'abbiamo guardata tutti, fino a che è diventata un puntino nel cielo; tutti in silenzio ad ascoltare il volo sacro dei tre anni passati, ad immaginare il destino che attende la vita della piccola festeggiata e che attende ognuno di noi.

Un destino che può cambiare, quando ci si stringe tutti sotto lo stesso cielo con delle domande che battono forte nel petto e con la voglia di cambiare”.

Ilaria Quondamatteo: “Accade ogni volta, e ogni anno in modo più sentito, che l’ospitalità vada oltre la condivisione. Tanti gli amici che partecipano e i volontari che si attivano per far sentire le mamme con i loro bambini accolte.

La città disegna per loro quel sentiero che le accompagna fino alla riva del mare dove poter scrutare tutti i giorni l’orizzonte infinito e pieno di speranza; dove i sensi si risvegliano nell’ assaporare l’odore del mare, sentire il rumore delle onde sbattere sugli scogli e adagiarsi curiose fino alla riva per raggiungere i piedini dei più piccoli.

Accade che si risveglia in tanti quella sensibilità nutrita dalla voglia di dare. E così tanti i commercianti che hanno contribuito a rendere tutto più piacevole e possibile condividendo il proprio, donando. E tutto in un istante si moltiplica. Le giornate assumono un significato più profondo sin dall’alba con quel buon profumo di pane appena cotto per loro, che Marco, volontario da Premio Nobel, tutti i giorni andava a prendere per poi preparare i panini e poter andare in spiaggia.

Sì perché lui, in ferie dal lavoro, lontano dalla sua famiglia, si è fatto famiglia con la comunità in vacanza. Sì è dedicato anima e corpo per rendere le persone esattamente persone. Un ringraziamento va a lui e a tutti gli altri volontari di Arché che hanno creduto alla convivialità sedendosi allo stesso tavolino, perché prendere cibo insieme è uno dei momenti più alti del vivere comune per solidificare e equilibrare le relazioni.

Grazie a Italo, per quel buon pane profumato; a Franco che prima di chiudere il ristorante e andare a dormire ci ha tagliato tutte le sere quei buon suadenti affettati e formaggi; a Patrizia per la bellissima torta di compleanno che ha addolcito la triste scadenza della vacanza e a Graziella che ha reso possibile il gioco dei bambini in spiaggia e il riposo delle mamme sui lettini. Un grazie a Memi che nel finale ha regalato intimo, abbigliamento e scarpine per i bambini accompagnandoli con un dolce pensiero nella ripartenza e nella loro crescita.

Il dono non programmato, non strutturato, parla di disponibilità. Per questo un ringraziamento anche a chi ha contribuito con sconti sull’acquisto di materiale e alimenti e a chi ha fatto donazioni perché sia stata possibile la partenza e l’arrivo.

Questo intreccio di vite ha regalato una settimana di vita diversa, che tutti possono aiutarci a replicare con poco e rendere ancora possibile raggiungere la stazione dove l’ospitalità va oltre la condivisione.












Questo post è associato al progetto: Casa Accoglienza

Postato Mercoledì 27/06/2018 da Paolo Dell'Oca