Fabio Brocca

Un volontario in day hospital: Fabio Brocca racconta

Fabio Brocca è un volontario coinvolto in attività ludiche con i bambini in day hospital al Bambin Gesù di Roma, sede San Paolo, e referente per i volontari aziendali a Roma.

Fabio, quali sono gli aspetti che caratterizzano meglio il tuo volontariato con i bambini in ospedale e con i volontari aziendali, differenze e aspetti comuni nell’approcciarti con i bambini e con gli adulti?

Nel day hospital ci relazioniamo con i bambini, che tra l’altro possono avere differenti patologie e diverse situazioni familiari, per cui quando la mattina mi avvio per andare al San Paolo non so mai come sarà e chi incontrerò, quali saranno le storie che ascolterò.

Entrare in relazione con un bambino attraverso il gioco è una grande gioia per me, ma dietro ogni bambino ci sono anche i genitori, i nonni, e nel nostro spazio giochi si forma come una piccola comunità che piano piano si rafforza a vicenda.

Capita che un genitore aiuti un altro bambino che non è suo figlio o che due genitori che non si conoscono comincino a parlare tra di loro, a scambiare informazioni e preoccupazioni. Alcuni genitori o affidatari si mettono a parlare della fatica di un lungo viaggio, del trauma, dell’impatto che la malattia del bambino ha avuto sulla famiglia.

È molto bello vedere come il nostro piccolo spazio di 5-8 metri quadri si riveli come uno spazio creativo, non solo attraverso le “piccole opere d’arte” prodotte dai bimbi ma soprattutto attraverso una rete di relazioni e solidarietà. Sentirmi parte di questa esperienza mi rende tutte le volte felice della scelta che ho fatto nel diventare volontario e ogni giorno cresce la mia motivazione.

Mentre i volontari delle aziende che vengono in Arché per aiutarci in compiti pratici perlopiù ci aiutano a riordinare la sede o a dividere le donazioni di vestiario per neonati che raccogliamo per i bambini del nostro progetto all’Ospedale San Camillo.

Sono persone adulte con ruoli aziendali diversi, dirigenti, quadri, impiegati, ma che con noi si impegnano tutti allo stesso livello. Di solito presento loro l’obiettivo dell’attività prevista ma lascio a loro l’organizzazione del lavoro, e siccome il compito richiede competenze totalmente diverse da quelle a loro richieste professionalmente, inizia tra loro una riscoperta e una condivisione di competenze profondamente nuova.

Quando arrivano in Arché non sempre si conoscono tra di loro, oppure si conoscono per i ruoli che hanno in azienda ma non si sono mai incontrati personalmente, e allora iniziano un po’ ognuno sulle sue, ma mano a mano che si tolgono la giacca si mettono in gioco. Come in ogni team ognuno partecipa a modo suo e alla fine si ride e si scherza, e iniziano a farmi domande su Arché, sulla mia scelta di volontariato e mi danno occasione di aiutarli a conoscere contesti dei quali avevano avuto veramente pochissima occasione di sentire parlare.

Alla fine vanno via contenti perché hanno la sensazione di avere raggiunto un obiettivo in condivisione e collaborazione e questo fa bene a loro ma fa bene anche a noi. Soprattutto mi piace quando mi chiedono informazioni su come diventare volontari. Sono prevalentemente persone nel pieno del loro percorso lavorativo che non hanno grande disponibilità di tempo per un impegno settimanale, ma è capitato che abbiano partecipato a nostri eventi o ad iniziative più sporadiche dandoci un grandissimo aiuto.

Il day hospital con i bambini e le attività con i volontari aziendali sono due ambiti molto diversi. Stare con i bambini mi gratifica di più, anche perché lo faccio settimanalmente, con continuità, mentre il volontariato aziendale è un impegno più occasionale. Con i volontari aziendali mi fa piacere dimostrare che io come volontario non sono “un marziano”, mi fa piacere essere riconosciuto come volontario e attivare un’apertura sull’argomento.

In ospedale c’è sempre il bambino in primo piano, ma in entrambi gli ambiti quello che mi appassiona è la persona e la possibilità di costruire insieme un contesto di solidarietà e interesse reciproco.

foto| @Ospedale Pediatrico Bambino Gesù









Day Hospital pediatrico al Bambin Gesu di Roma


Questo post è associato al progetto: Day hospital Bambin Gesù, Roma

Postato Mercoledì 18/07/2018 da Paolo Dell'Oca