La certezza di non essere piu sola @MamiGibbs

La certezza di non essere più sola

“Lei è sola, e ha bisogno di una mano”. È così che abbiamo conosciuto Imane, una ragazza trentenne di origine egiziana arrivata in Italia con la famiglia quando aveva 11 anni, accompagnata dal suo primo figlio e da una pancia che nascondeva una nuova vita.

Il personale ambulatoriale dell’ospedale Sacco di Milano ha deciso di segnalarla a noi di Fiocchi perché Said, 2 anni e mezzo, è ingestibile durante le visite e Imane non riesce a contenerlo da sola. Ci basta poco per accorgerci che il piccolo non è solo irrequieto, ma non parla e ha comportamenti ripetitivi e stereotipati, comportamenti che preoccupano non poco la mamma che, finalmente, si apre.

Tra le lacrime Imane ci racconta la sua storia, quella di una ragazza cresciuta in Italia, legata alle tradizioni religiose e culturali della sua famiglia ma emancipata e indipendente, tanto da studiare con ambizione fino a ottenere il diploma di geometra. Poi l’incontro con un uomo, durante una vacanza, che le ha stravolto la vita: hanno una relazione, lei resta incinta; Imane non è convinta ma, su pressione della famiglia, si decide a tenere il bambino e a sposarsi. Il neo marito si trasferisce in Italia, dove ad attenderlo c’è un alimentari dove possa lavorare, acquistato per lui con i soldi di Imane.

Da quel momento inizia per lei una vita molto faticosa: il marito è aggressivo e autoritario, la convince a smettere di lavorare, controlla il suo denaro, vorrebbe imporle il velo (che lei non porta) e una vita in casa; gli insulti e i maltrattamenti psicologici sono all’ordine del giorno, e Imane non trova appoggio nella sua famiglia, che la desidera obbediente al marito. Accettare in silenzio sembra l’unica soluzione, soprattutto quando nasce Said, sia per dargli una famiglia e sia perché ormai è il marito che la mantiene. Fuori di casa è sola, senza amici, senza supporti.

A Fiocchi la accogliamo e l’ascoltiamo, consoliamo le sue lacrime, le facciamo sapere che ha dei diritti e degli strumenti per difendersi, e inizia così il nostro cammino al suo fianco, fatto di consigli e di semplice accompagnamento tra i diversi servizi. Ed è così che abbiamo seguito Imane: lungo la sua seconda gravidanza (non facile), durante il percorso di valutazione di Said e la diagnosi di autismo, alla nascita del secondo bambino.

A fronte di un marito assente e ostile – incapace di credere nella patologia di Said e nelle terapie necessarie – Imane ha sviluppato una grande forza e una nuova tenacia per prendersi cura dei suoi figli, consapevole di essere fragile e spaventata ma con la certezza di non essere più sola.

foto| @MamiGibbs












Questo post è associato al progetto: Fiocchi in ospedale - Ospedale Sacco

Postato Martedì 04/09/2018 da Paolo Dell'Oca