Riprendersi in mano la propria vita by Ojie Paloma

Riprendere in mano la propria vita

Aiutare Feng non è stato semplice. Questa giovanissima ragazza cinese, infatti, non parlava bene l’italiano, ma soprattutto portava su di sé il peso di una storia dolorosa.

Pur essendo in Italia da 6 anni, Feng aveva vissuto quasi esclusivamente nella comunità cinese e frequentato ben poco la scuola; per poter dialogare con questa ragazza poco più che adolescente divenne quindi indispensabile l’aiuto della mediatrice linguistica e culturale dell’ospedale, dove l'abbiamo incontrata in occasione della sua prima visita in gravidanza. Feng era al quinto mese inoltrato.

L’aiuto richiesto a noi di Fiocchi era quello di confortarla rispetto alla salute della sua bambina: insieme al suo altrettanto giovane ragazzo Hui, Feng aveva infatti fatto uso regolare di stupefacenti, anche in gravidanza, fermandone il consumo solo una volta dopo aver scoperto di aspettare un bambino (e convincendo il compagno a fare lo stesso). Ma, una volta rotto il ghiaccio, da Feng uscì il racconto di un vissuto drammatico, fatto di rifiuti e abbandoni.

Una volta scoperta la sua gravidanza, la famiglia di Feng l’aveva messa davanti a una scelta: abortire o andarsene di casa; presa la sua decisione, si era ritrovata sola, costretta a interrompere i rapporti con la sua famiglia e a chiedere ospitalità a quella del suo ragazzo. Anche i genitori di Hui avevano spinto moltissimo affinché rinunciasse alla gravidanza e avevano addirittura cercato di farla abortire clandestinamente; l’aggravante era quella di aspettare una femmina. Purtroppo la giovane non aveva altra scelta se non quella di accettare l’accoglienza della famiglia di Hui e sopportare ancora isolamento e maltrattamenti: controlli continui, divieto di uscire, nessun aiuto in denaro e sequestro di tutti quei soldi che le passava il fratello (l’unico con cui manteneva ancora sporadici contatti), e la pressione affinché lavorasse per ripagarli dell’accoglienza. A ciò si aggiungeva la paura di Feng che la bambina nascesse con malformazioni dovute all’uso di droghe, e il timore che in quel caso anche la famiglia di Hui non avrebbe più voluto accoglierle.

La nostra vicinanza a Feng è stata difficile: non era possibile telefonarsi (per via della lingua) e incontrarsi, per via delle distanze e dei continui cambi di alloggio, secondo le indicazioni della famiglia di Hui. Nonostante tutto, abbiamo cercato di confortarla, di farle sapere che avrebbe potuto contare sul nostro aiuto, e di costruire intorno a lei una rete in vista della nascita della bambina, allertando i servizi sociali dell’ospedale e del territorio.

Quando la piccola Li è nata, fortunatamente in salute, mamma e bambina sono state prese in carico dai servizi territoriali. La situazione resta molto delicata e per nulla facile ma Feng è oggi più che mai determinata a iniziare una vita con sua figlia e il suo compagno, una vita vera fatta di calore familiare e di amore incondizionato. E noi lavoreremo ancora con lei affinché il sogno di normalità di questa ragazza, ancora un po’ bambina, si realizzi al più presto.

foto| @Ojie Paloma












Questo post è associato al progetto: Fiocchi in ospedale - Ospedale Sacco

Postato Martedì 30/10/2018 da Paolo Dell'Oca