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Nave Diciotti, fare politica con i corpi dei migranti

"La vicenda della nave Diciotti mostra in modo evidente la deriva a cui siamo arrivati: finito il tempo delle ideologie, si usano i corpi di esseri umani per conquistare il consenso e trattare con altri soggetti politici e istituzionali", dichiara don Armando Zappolini, presidente del Coordinamento Nazionale Comunità di Accoglienza (CNCA).

"Il governo ha, ovviamente, il diritto di chiedere una revisione del trattato di Dublino e del modo in cui l'Unione Europea gestisce la questione migrazioni," continua don Zappolini. "Ma questo non può avvenire sequestrando esseri umani – comprese, per parecchi giorni, persone minorenni – e violando diritti fondamentali degli esseri umani e norme essenziali degli ordinamenti giuridici internazionali. Ciò non è tollerabile."

"Il CNCA è impegnato da anni nell'accoglienza delle persone migranti", conclude don Zappolini, "predisponendo anche interventi sperimentali come il progetto Terreferme, realizzato con Unicef Italia, che permette a tanti minorenni stranieri arrivati in Sicilia di godere di un'accoglienza in famiglie del Veneto e della Lombardia. Sappiamo, perciò, che se si costruiscono situazioni che garantiscono standard alti di servizio e prevedono un lavoro serio con le comunità locali, l'accoglienza delle persone straniere procede positivamente. È quando si soffia sul fuoco, fomentando rabbia e disprezzo, che i problemi esplodono."

Comunicato stampa del Coordinamento Nazionale Comunità di Accoglienza (CNCA) - Roma, 24 agosto 2018

foto| @International Federation of Red Cross and Red Crescent Societies














Postato Martedì 28/08/2018 da Paolo Dell'Oca