L'apertura dell'evento

Il racconto del nostro Arché Live 2018

Un’umanità che deve riscoprire una parola fondamentale: la solidarietà.

Questo il senso riportato da padre Giuseppe Bettoni in apertura dell’Arché Live 2018, la giornata di Arché che si è svolta sabato 13 ottobre all’Acquario Civico di Milano e ispirata, quest’anno, dalla considerazione di Dante che “La nostra patria è il mondo, come ai pesci il mare”.

In un momento storico in cui l’odio e la disuguaglianza sociale sono i concetti più diffusi, cosa possiamo fare noi?” è stato l’interrogativo posto a una sala pienissima dal fondatore e Presidente di Arché, trovandone la risposta nel cercare di capire odio, rabbia e indifferenza ma soprattutto in tre impegni precisi: spendersi per il proprio territorio, aprirsi all’altro, combattere battaglie giuste. Un invito che parte dall’articolo 3 della nostra Costituzione: “Il mio appello, soprattutto ai giovani, è di essere ribelli per amore, scommettere sul bene comune e tornare a nutrirsi di umanità”.

La mattinata è stata poi scaldata da due momenti molto entusiasmanti: il primo ha visto la performance artistica di Elisabetta Cerocchi, musicoterapista all’ospedale San Camillo di Roma, capace di coinvolgere il pubblico nel canto e nella ritmica grazie a “una serie di suoni universali che ci accomunano, superando qualsiasi differenza”. A seguire l’emozionante premiazione dei “Volontari dell’anno”: Carmen Mattiello, Dora Spazzafumo, Eugenia Rocca, Giulio Tersigni, Maria Laura D'Anna, Maria Sguazzini, Marilina Marzocchi e Matteo Fiorini.

Anna Scavuzzo, Vicesindaco di Milano, è stata la prima a intervenire in qualità di ospite dell’Arché Live 2018. Forte della sua delega alla sicurezza, la Vicesindaco ha sottolineato come questo tema sia strettamente legato a quello delle relazioni: “Per rispondere alle paure bisogna ripartire dal prendersi cura l'uno dell'altro, riconoscendo le diverse fragilità”.

È dunque importante ripartire dalla costruzione di comunità, ciascuno facendo la propria parte, “perché solo i legami possono permetterci di superare un tempo così difficile in cui sono gli individualismi a farla da padrone” e riaffermare queifondamentali su cui non negoziare”.

Il microfono è passato poi nelle mani di Raffaele Mantegazza, professore di Scienze Pedagogiche presso l’Università Bicocca di Milano. Partendo dall’espediente di un “viaggio nel futuro” per far comprendere la drammaticità della situazione odierna, il professor Mantegazza ha analizzato i tre temi oggetto dell’Arché Live 2018: giovani, fragilità, confini. “Stiamo lasciando un messaggio terribile ai giovani, quello che tutti sono corruttibili e che nessuno è puro. Abbiamo tradito la gioventù”, abbandonandoci a cinismo e nichilismo.

Sulla fragilità, l’analisi del professore ha voluto sottolineare come essa non sia sinonimo di debolezza ma, al contrario, sia “condizione intrinseca dell’essere umano”, superabile facendoci aiuto per il prossimo: “Quando ci abbracciamo, la mia schiena protegge l’altro, la sua la mia. L’uomo è un animale relazionale, da solo muore”. E sulla forza dell’amore (che richiede approfondimento) sull’odio (che non richiede né sforzo né conoscenza dell’altro), il professor Mantegazza ha evidenziato come il confine indichi la necessità di “finire insieme, determinandoci reciprocamente”, chiudendo con un invito alla speranza.


L’ultimo degli interventi della mattinata è stato quello di Livio Senigalliesi, fotoreporter  impegnato nel racconto della condizione dei migranti che attraversano i confini europei, luoghi di “profonda sofferenza” dove si riversa il dolore di 77 conflitti in corso nel mondo: “Una delle frasi più diffuse è “Aiutiamoli a casa loro”: ma chi ha una reale idea di cosa stia succedendo là?”.

Il racconto di Livio Senigalliesi è proseguito ripercorrendo le diverse esperienze vissute per dare voce a chi non ce l’ha fatta, per accomunarci a chi emigra, per mettersi in ascolto delle loro storie. La soluzione per combattere questi muri mentali e fisici? Piantare semi di umanità, a partire dalle scuole, “affinché un giorno i prati possano tornare a fiorire”.


La prima parte dell’Arché Live 2018 si è quindi chiusa con il video “Diamo voce ai giovani (tanto poi chi li ascolta?)”, una simpatica intervista a quattro ragazzi di Arché sui temi della giornata, e con un ricco buffet allestito nell’elegante giardino d’inverno dell’Acquario Civico.

Nel pomeriggio si è entrati nel cuore di Arché, a partire dalla presentazione del progetto de “La Corte di Quarto” da parte della squadra dello Studio di architettura 23bassi di Milano e di padre Giuseppe Bettoni. Questa struttura, che nascerà nel cortile di CasArché, sarà composta da 14 unità abitative per l’accompagnamento dei nuclei mamma-bambino verso la piena autonomia e sarà anche luogo di rete con il quartiere e di relazione con famiglie e singoli desiderosi di vivere un’esperienza di fraternità, sostegno e comunità.


La conclusione di questo Arché Live 2018 è arrivata con un momento molto speciale: la presentazione del libroCome la notte al giorno – Storie di vita di una casa accoglienza”, scritto da Lino Latella (Responsabile dell’Area accoglienza di Arché) e Ingrid Bianchetti (Direttrice di Casa Accoglienza).

Un libro che, attraverso cinque storie, racconta la dignità, il coraggio, le difficoltà, ma anche le vittorie delle donne di cui Arché si prende cura. “La maggiore complessità è stata quella di spiegare con parole semplici qualcosa di così articolato”, hanno spiegato gli autori intervistati da Ennio Ripamonti. “È il racconto di un lavoro quotidiano fatto di saper aspettare, di rispetto della dignità e del dolore, di accompagnamento silenzioso ma costante”.

A completamento della presentazione l’interpretazione di alcuni brani del libro dell’attrice Lucia Vasini, la cui abilità oratoria è riuscita a tradurre in arte teatrale le tematiche racchiuse nello scritto, permettendo agli ospiti di immedesimarsi sia in chi quelle storie le ha vissute, sia in chi le ha raccontate.


Si è chiusa così l’edizione 2018 di Arché Live, un evento speciale che, alla fine, si può racchiudere in unica frase, comune a tutti gli interventi: “La nostra patria è il mondo come ai pesci il mare”.

Il nostro grazie a Excellence Consulting e Pellegrini per il sostegno!









La sala dell'Acquario Civico L'intervento di padre Giuseppe La performance di Elisabetta Cerocchi L'intervento di Anna Scavuzzo, Vicesindaco di Milano L'intervento del professor Raffaele Mantegazza L'intervento del fotoreporter Livio Senigalliesi Il buffet nel Salone d'Inverno Il nostro banchetto del merchandising La presentazione del progetto La Corte di Quarto Padre Giuseppe Bettoni La presentazione del libro Come la notte al giorno Lucia Vasini interpreta dei brani del libro Come la notte al giorno




Postato Venerdì 26/10/2018 da Paolo Dell'Oca