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Campo Chikuni 2016: ma perché?

L’estate è arrivata e qualcuno tra noi la aspettava con particolare enfasi: ai primi d'agosto Maria Claudia, Erika e Chiara partiranno per lo Zambia, per dare una mano a Gianpietro Gambirasio e abitare un tempo di volontariato, relazionalità e intercultura eccezionale; tale è stato per i loro predecessori.

Abbiamo chiesto loro, nel rispetto di quello che si sono sentite di condividere (disponendo di soli 10’ minuti per scrivere!), che cosa le abbia portate a scegliere di trascorrere un mese a Chikuni con Arché.

Vi diamo modo di conoscerle attraverso le loro parole, in attesa della partenza e delle foto sulla terra rossa.

Maria Claudia

Sono convinta che le relazioni umane siano l'elemento fondamentale con cui valutare la nostra vita e la nostra quotidianità. Per me è molto importante prestare attenzione ad esse ogni giorno e crearne di nuove.

Quello che cerco in questa esperienza sono sicuramente nuove relazioni e contaminazioni in termini di confronti, sguardi verso sé e verso l'altro, autentica condivisione.

Sarebbe bellissimo riuscire a far passare ai ragazzi con cui collaboreremo spunti, punti di vista differenti dai loro, metodi di valutazione che magari potranno esser d'aiuto; lo stesso varrà per me in direzione opposta naturalmente.

In base alle mie esperienze passate penso che andare in Zambia sia un'esperienza autentica e sostanziosa, di nutrimento.

Non si va a fare una vacanza in un ambiente che aggiunge cose, ma in un contesto molto più essenziale di quello in cui siamo abituati a vivere.

Erika

La voglia di andare in Africa credo di averla da tutta la vita, da quando da bambina guardavo i documentari sul divano con mio papà. Solo nell’ultimo anno però il desiderio astratto si è trasformato in una decisione.

Iniziare ad insegnare l’italiano a ragazzi africani mi ha fatto venire voglia di conoscerli meglio, di osservare più da vicino le loro abitudini e la loro cultura, e nessun modo credo sia più efficace del trascorrere un periodo di tempo in Africa.

La decisione, maturata già a ottobre, non era però ancora del tutto collegata alla consapevolezza che effettivamente sarei partita. I molti mesi che mi dividevano da luglio e gli impegni della vita quotidiana non mi hanno dato modo di realizzare appieno. Il 29 giugno, guardando il calendario, ho notato che mancava un mese e alla partenza, e a quel punto mi sono emozionata e ho... percepito la piena consapevolezza dell’esperienza che sto per affrontare.

Chiara

Il desiderio di partire è nato in un momento in cui avevo bisogno di riordinare le mie priorità e il confronto con una realtà così diversa dalla mia mi avrebbe aiutato a dare il peso giusto alle cose, oltre a dare la possibilità ad altri di vedere una realtà diversa dalla propria. Una mia amica che ha svolto volontariato all’estero mi ha riferito che per lei l’esperienza è stata molto di aiuto per i miei stessi motivi.

Ringraziandole moltissimo per queste riflessioni, gli auguriamo di cuore di vivere un’esperienza che sia formativa, e aiuti loro, e noi, a crescere un punto di vista capace sempre di abbracciare l’umanità in quanto tale.












Questo post è associato al progetto: Volontariato estivo in Africa

Postato Lunedì 13/07/2015 da Paolo Dell'Oca