Giovani e valori: la rivoluzione è l'amore

Daniele non ha nemmeno vent’anni, non sa bene che cosa farà davvero da grande ma una cosa ce l’ha chiara. Amare. Ecco che cosa cambia i cuori, ecco che cosa ti motiva a cambiare. Chiacchieriamo in un pomeriggio d’autunno, quando stare all’aperto è bello. La luce fa risplendere le facciate dei palazzi e i cofani delle auto, rischiara i pensieri e incoraggia ad immaginarsi un futuro felice.

Daniele, che idea ti sei fatto dei giovani della tua età?

«Penso che siano un po’ distratti dalle cose che fanno. Si fanno condizionare troppo dagli altri e non pensano davvero alla loro vita, a come costruirla. E per questo a volte superano il limite».

E perché?

«Non lo so. Forse perché non pensano. O forse perché a volte non sono molto considerati dai loro genitori, che non indicano loro la strada».

Se ti dico rivoluzione, che cosa ti viene in mente?

«Mi viene in mente cambiamento».

E un cambiamento che cos’è?

«È trovare un lavoro. È fare una vita tranquilla».

Fare la rivoluzione è avere una vita tranquilla?

«Sì. E anche una ragazza che ti ama. E che tu ami».

E tu ce l’hai?

«Ho questa fortuna, sì. Sai, ho avuto un passato un po’ così…».

Che passato hai avuto?

«Non bello. Né io né la mia famiglia. Poi ho incontrato lei e da due anni va meglio. Da due anni mi sento a mio agio».

Ti senti a tuo agio con che cosa?

«Con me stesso. Da due anni mi sento meglio. Prima ero un ragazzo che viveva in modo diverso. Non pensavo a niente».

E adesso che ragazzo sei?

«Adesso vedo il mio futuro davanti. Adesso penso al mio futuro».

Allora la rivoluzione è l’amore?

«La rivoluzione è l’amore. Una famiglia. Un lavoro».

Se ti chiedessi di dare tre consigli ai tuoi coetanei, cosa diresti?

«Primo: ti devi abituare a te stesso».

Che significa?

«Significa che devi tirare fuori il meglio di te. Dare il massimo. Impegnarti nelle cose».

Poi?

«Secondo consiglio: fatti una famiglia. Il terzo non mi viene ancora in mente. Ci penso».

Che lavoro fai?

«Faccio il magazziniere. Sono uno che purtroppo non ha studiato, ma posso dire che ho voglia di imparare. Mi va di imparare a fare altri mestieri. Dai, in fondo sono ancora giovane, ho 19 anni. Posso ancora scoprire cose nuove lavorando».

Di cosa ti occupi a CasArché?

«Faccio volontariato. Concretamente, faccio un po’ di tutto. Per esempio monto i letti, gioco con i bambini della comunità, oppure controllo gli alimenti e rimetto in ordine le cose. E posso dire che mi piace molto».

 

DOSSIER: Non è un paese per giovani














Postato Lunedì 04/02/2019 da Paolo Dell'Oca