La Corte di Quarto, uno spazio anche per i giovani?

La Corte di Quarto è un progetto sulla casa e la residenzialità, un progetto impegnativo per rispondere a problemi sui quali Arché ha deciso di essere responsabile.

Ma è anche - soprattutto? - la sperimentazione di un modo di essere per strada con altri. Non volendo sminuire il giudizio sulla situazione sociale, sulle diseguaglianze socioeconomiche che rendono complessi i percorsi di emancipazione, scegliamo di operare per contribuire alla costruzione di un sistema di garanzia di diritti.

Crediamo che una delle cause principali dei fenomeni di isolamento ed esclusione sociale sia la crisi strutturale dei legami sociali e la debolezza delle forme di partecipazione dei cittadini alla vita sociale.

Riteniamo che il benessere collettivo ed il ben-stare di ognuno sia segnato dalla ricchezza relazionale caratterizzata da vicinanza, mutuo supporto, esperienza di coesione sociale. In questo senso, il lavoro di progettazione non consiste solo nel “dare casa”, ma anche nella costruzione di relazioni e comunità con soggetti diversi.

Questo approccio genera un cambio di paradigma nell’ottica di un welfare abitativo, dall’Housing all’Homing, dove l’investimento di risorse ed energie oltre che sulla costruzione dell’immobile viene dedicato alla creazione ed al rafforzamento delle relazioni tra gli inquilini, alla costruzione di relazioni quotidiane solidali con gli abitanti nello stesso quartiere.

Sarà un contesto abitativo inteso quale sistema esperienziale di residenzialità nel quale sia possibile scoprire equilibri esistenziali che aiutino a regolare le relazioni con l’ambiente, con il prossimo e con sè stessi.

Nella Corte si sperimenteranno la “vicinanza” e il mutuo supporto come possibili strategie di benessere collettivo. Ognuno potrà scoprire la propria capacità di avere cura come esito dello star bene insieme, la solidarietà come necessità e responsabilità collettiva.

La palazzina di tre piani, progettata secondo criteri ecosostenibili, è costituita da 16 unità abitative e prevede spazi comuni per le attività aperte e connesse al territorio con l’obiettivo del rafforzamento dei legami fra i cittadini con una particolare attenzione a quelli intergenerazionali.

Le unità abitative sono strutturalmente modulari al fine di favorire l’accoglienza e la convivenza:

  • sia di nuclei genitore-bambino in semiautonomia che necessitano di un accompagnamento “leggero” per rinforzare e sostenere le proprie competenze sociali e lavorative;
  • sia di famiglie accoglienti disposte ad accompagnare le mamme;
  • sia di singoli, senza limiti di età che condividendo l’idea progettuale collaborano come volontari con la comunità mamma-bambino e con i nuclei per l’autonomia.

Le unità abitative saranno indipendenti ma assemblabili fra loro, permettendo alta flessibilità rispetto alle mutevoli necessità dell’accoglienza: ogni unità, infatti, è progettata con un sistema di pareti mobili. L’accessibilità avviene mediante un ascensore e un ballatoio esterno, dal valore storico e sociale.

Anche gli arredi base (bagno e cucina) sono stati pensati insieme alla struttura principale: il modulo di 38 m2 ha quindi già integrato un angolo cottura.

La Corte di Quarto sperimenterà uno stile di “vicinanza” e mutualità quotidiana che intende favorire relazioni solidali facilitanti la connessione delle “parti deboli e forti” dell’individuo e della società. È un luogo che sosterrà percorsi di integrazione culturale ed inclusione sociale ricercando equilibrio per quanti siano coinvolti: 8 nuclei mamma bambino, 2/3 famiglie in condivisione, una piccola comunità religiosa, reti di supporto, la comunità locale...

È un progetto che intende mettere alla prova l’ipotesi che la solidarietà sia al contempo responsabilità diffusa, necessità e requisito per uno sviluppo sostenibile e una miglior qualità di vita per tutti.

di Marco Giacometti
Project Manager "La Corte di Quarto"












Questo post è associato al progetto: La Corte di Quarto

Postato Giovedì 21/02/2019 da Paolo Dell'Oca