Un treno per la felicità

A Natale anche in Arché c’è un piccolo rituale: come in tutte le case, i bambini prendono un foglietto di carta, un pennarello e danno libero sfogo alle loro richieste, a tutti quei desideri che vorrebbero trovare esauditi sotto l’albero la mattina del 25 dicembre. Ed ecco comparire in poche righe castelli, macchinine telecomandate, vestitini per le bambole, dolci e tutto ciò che la fantasia di un bambino può creare.

Se è pur vero che le letterine sono ufficialmente destinate al polo Nord, ad aiutarci nel realizzare i sogni dei nostri piccoli ospiti è KPMG, un’azienda amica di Arché che, come farebbe Babbo Natale, riceve e legge ogni scritto dei bambini.

In occasione dell’ultimo Natale abbiamo ricevuto una telefonata proprio da KPMG. Una delle letterine, infatti, conteneva una richiesta molto specifica quanto strana: un treno Italo. La richiesta era firmata da Jason, un bambino di 6 anni che vive con la sua mamma in una delle comunità milanesi di Arché. “Significa che vuole un treno a marca Italo? Uno di quelli dell’alta velocità?”, chiese la responsabile aziendale; “Non saprei, ma credo che un treno qualsiasi andrà bene lo stesso”, le rispose la responsabile della comunità d’accoglienza.

Fu così che arrivò la mattina di Natale. L’albero della comunità, splendente con le sue calde luci, traboccava di regali lasciati nella notte da mani gentili: la magia del Natale va sempre preservata! Come tutti gli altri piccoli ospiti Jason arrivò di corsa per scartare il suo regalo. Ed eccolo: sfavillante nel suo rosso inconfondibile, il treno che aveva tanto desiderato, proprio quello Italo! La responsabile del progetto per conto dell’azienda aveva infatti voluto seguire alla lettera le indicazioni di Jason e aveva cercato proprio quel treno.

Jason era al settimo cielo! Una gioia indescrivibile, davanti alla quale gli educatori decisero di vederci più chiaro. Ed ecco, dopo qualche domanda, la pura e commovente verità. La mamma di Jason, una giovane donna del Gabon di nome Fe, era in Italia da molti anni ormai ma viveva nella frustrazione di non poter lavorare né formarsi per la mancanza dei necessari documenti. Qualche settimana prima di Natale un decreto aveva sbloccato la situazione: Fe poteva finalmente avere i suoi documenti, a patto di recarsi in brevissimo tempo all’Ambasciata a Roma.

Fe non se l’era fatto ripetere due volte: dall’oggi al domani, con il sostegno di Arché, lei e Jason si erano recati a Roma per ottenere quei documenti tanto agognati e iniziare finalmente un nuovo capitolo della loro vita. E qual era stato il mezzo utilizzato per sfrecciare verso la capitale? Un treno Italo.

Jason era rimasto affascinato da questo razzo fiammante, capace di portare lui e la sua mamma in un batter di ciglia dall’altra parte del Paese. E soprattutto aveva visto la felicità che questo viaggio aveva donato alla sua mamma, un viaggio che parlava di decreti, permessi e articoli di legge e che quindi non aveva potuto comprendere fino in fondo, ma poco importava.

Quello che aveva capito era che quell’Italo aveva portato alla sua mamma una gioia tanto profonda da volerla conservare accanto a sé, impacchettata come unico desiderio per Natale e incastonata per sempre in un indimenticabile treno rosso fiammante.












Questo post è associato al progetto: Casa Accoglienza

Postato Giovedì 24/01/2019 da Paolo Dell'Oca