Ridi Player One

Film tratto da un libro, che è insieme realtà virtuale e videogiochi. Film che è in parte recitato e per la maggior parte animato digitalmente, ma dopo molto poco me ne sono dimenticato.

Film ambientato nel 2045 che fa leva (anche) su una certa nostalgia. Stranger Things dimostra che la nostalgia funziona, soprattutto quando è nostalgia di qualcosa che puoi (ri)avere, viste le continue riedizioni di film, giochi e addirittura console d'annata: Talisman, il Nintendo 8 bit, L’isola di fuoco e il Super Nintendo. Per fare i primi 4 esempi che mi vengono in mente.

Stranger Things ha anche dimostrato (...) che non sono i giochi di ruolo a rovinare i ragazzi bensì i Mindflyer. E Ready Player One va da questa parte: non sarà la realtà virtuale a rovinarci, ma eventualmente l’uso che ne faremo. Che è poi il discorso che si fa per i social network, e che forse ennemila anni fa si faceva per la scrittura.

"Kushim, guarda che se continui a scriverti le cose la tua memoria s’indebolirà!"

Fin qua son sbadigli, niente di nuovo, you're right.

Videogiochi e realtà virtuale possono rafforzare la tua bolla o aiutarti a bucarla o ingrandirla, così che prenda dentro anche altri, che ti aiuti a relazionarti e raggiungere scopi anche nel mondo reale. In un film del 1984, Giochi stellari, il protagonista Alex, reclutato attraverso i suoi record ad un coin-op, finisce per salvare la galassia.

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Questo post è associato al progetto: Prometeo

Postato Sabato 21/04/2018 da Paolo Dell'Oca