La complessità e Romano Prodi

Da giovanissimo sulla carta d’identità, a fianco di “Segni particolari”, avrei potuto scrivere “cattocomunista”. E, se l’avessi fatto, oggi dovrei correggerlo in “buonista” (catto) e “radical chic” (comunista). Tempi duri.

Sta accadendo tutto così velocemente che non riesco a stare dietro né alla realtà né alla narrazione della realtà. Con milioni di voti decidiamo che la colpa della crisi economica, dell’aumento della disuguaglianza sociale, della crescita della disoccupazione e dell’esclusione dell’Italia dai Mondiali sia da ricondursi a quelle decine di migliaia di poveri diavoli (sì, ricchissimi rispetto ai loro concittadini che non possono permettersi la traversata dell’inferno) che rischiano la vita per la speranza di viverla meglio.

Va tutto così dannatamente veloce, in un click trasformiamo cadaveri di bambini in bambolotti e ululiamo tronfi. No, non ce la faccio, è più forte di me, è tutto troppo in fretta, non ce la faccio.

Sono cose che fanno pensare, ad avere tempo di farlo, perché è la realtà ad essere complessa e convengo con Saviano (17’10’’) che la viralità su Facebook, Instagram e Twitter ha i tempi immediati dell’indignazione, mentre il ragionamento non sarà mai virale per gli algoritmi. Dissento invece con il giornalista quando mi dà ad intendere che il diritto alla complessità sia la nostra resistenza, è una posizione che rischia di diventare un arrocco: se resistere significa "far capire", dobbiamo batterci per la semplicità, per una comunicazione fresca, efficace, che non neghi la profondità, ma la anticipi.

Dobbiamo farci semplici, credo. Lo stesso Saviano ha saputo farlo: ai libri, ai reportage e agli articoli affianca oggi performance teatrali, post sui social e interventi in televisione. Farci semplici e non semplicistici. Abitare i mezzi (social network in primis) e le forme (i video, le infografiche, gli slogan). Trovare nuovi modi, perché un modo diverso è possibile. Cantavamo qualcosa del genere a Genova 17 anni fa, o no?

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Questo post è associato al progetto: Prometeo

Postato Martedì 03/07/2018 da Paolo Dell'Oca