Torna al tuo paese sei diverso. Impossibile vengo dall'universo

La citazione che ho scelto come titolo è una frase sentita tante volte e cantata dal genio di Caparezza nella sua Vengo dalla Luna.

La sentiamo nella vita quotidiana e anche nei talk show, nasce da una paura profonda e spesso anche dall’incapacità ad affrontare ciò che è diverso.

L’Italia si scopre oggi multirazziale e multiculturale, ma anche multireligiosa (anche se Word mi sottolinea in rosso quest’ultima parola, il che è emblematico). Fino a poco tempo fa bisognava viaggiare per incontrare culture e religioni diverse dalla nostra.

Oggi possiamo dire che le religioni del mondo sono venute ad abitare in casa nostra. Questo è avvenuto perché lo straordinario progresso delle comunicazioni ha reso più facile e veloce scambiare idee, pensieri, abitudini e mode da un angolo del mondo all’altro, annullando distanze di migliaia di chilometri. Ma soprattutto perché da tempo il nostro Paese è un luogo di accoglienza per migliaia di immigrati che vengono in Italia dal sud e dell’est del mondo.

Infatti nelle grandi città non è più così difficile visitare luoghi o fare esperienza di culture e soprattutto religioni diverse dalla nostra. L’incontro genera entusiasmi ma anche difficoltà e paure. Esige lo sforzo di volersi conoscere per potersi rispettare e mettersi in dialogo.

La paura genera violenza e in taluni casi alimenta una cultura della diffidenza e purtroppo il terrorismo. Spesso la religione è solo un alibi che nasconde motivazioni più politiche e razziali, per giustificare conflitti che nascono dall’incapacità di convivere insieme.

Don Tonino Bello, vescovo di Molfetta e presidente di Pax Christi, ci ricordava la bellezza e l’urgenza della convivialità delle differenze. La pace è convivialità. È mangiare il pane insieme con gli altri, senza separarsi. E l’altro è un volto da scoprire, da contemplare, da togliere dalle nebbie dell’omologazione, dell’appiattimento”. Vivere insieme oggi non è più solo un’eccezione o una scelta ma una realtà. Impossibile negarla o pensare di risolverla con un finto sovranismo che vorrebbe ognuno a casa propria. Impossibile, ma non solo.

Gli immigrati che ormai quotidianamente arrivano nel nostro Paese, quelli che attraversano le frontiere o che sbarcano sulle nostre coste non sono una minaccia, ma una possibilità per far entrare il mondo a casa nostra, senza perdere nulla di ciò che ci appartiene. La Costituzione, la Dichiarazione Universale dei Diritti dell’uomo e anche il Concilio Vaticano II ci ricordano il diritto di ogni uomo alla sua espressione religiosa.

Così si esprime la Dichiarazione Universale dei Diritti dell’uomo: Ogni individuo ha diritto alla libertà di pensiero, di coscienza e di religione; tale diritto include la libertà di cambiare di religione o di credo, e la libertà di manifestare, isolatamente o in comune, e sia in pubblico che in privato, la propria religione o il proprio credo nell'insegnamento, nelle pratiche, nel culto e nell'osservanza dei riti”.

Il dialogo interreligioso - unitamente al dialogo interculturale - è considerato nei documenti dell’Unione Europea una pratica fondamentale per “dare un contributo significativo allo sviluppo di una “società libera, ordinata e coesa”, che sappia “superare l’estremismo filosofico e religioso, gli stereotipi e i pregiudizi, l’ignoranza e l’indifferenza, l’intolleranza e l’ostilità, che anche nel passato recente sono stati causa di tragici conflitti e di spargimento di sangue in Europa”.

Per perseguire questo dialogo è necessario dotarsi di nuovi strumenti di comprensione. In passato i rapporti con le altre religioni erano una questione piuttosto teorica, che si poteva anche lasciare ai teologi e agli specialisti. Ora essa s’impone sempre più spesso nella vita di tutti i giorni e come tutte le novità può creare qualche difficoltà, ma è soprattutto un’opportunità straordinaria di arricchimento e di apertura.

Il clima di odio e di razzismo che purtroppo respiriamo intorno a noi, su cui soffiano i venti della propaganda non aiuta certo a rimuovere gli ostacoli per permettere questo dialogo. Iniziare dai piccoli passi di una conoscenza di ciò che abbiamo intorno, nel nostro condominio. Conoscere la famiglia del compagno di banco del proprio figlio che viene da un altro Paese può essere un gesto rivoluzionario. Che poi quella famiglia può riuscire simpatica o antipatica, esattamente come ogni famiglia.

Abbattere i luoghi comuni alimentati spesso da una comunicazione semplicistica e pregiudiziale è un dovere di ogni cittadino di questa libera Europa, nata dall’incrocio di popoli e culture sulle radici feconde del cristianesimo. Una religione della pace e del dialogo, che disarma con le armi dell’amore fraterno e universale. Il volto di Dio è un volto a colori, plurale ma non per questo indistinto.

E ognuno di noi, come diceva il Cardinale Martini, ha in sé un credente e un non credente che s’interrogano continuamente l’un l’altro. Perché la distinzione più rilevante è tra pensanti e non pensanti: chiudo con un’altra canzone, di un’altra Martini, Mia, e nostra.

Sai, la gente è matta, forse è troppo insoddisfatta: segue il mondo ciecamente, quando la moda cambia, lei pure cambia, continuamente, scioccamente. Tu, tu che sei diverso, almeno tu nell'universo.

Don Adriano Cifelli















Postato Giovedì 01/08/2019 da