Tempo di resistenza

Molti di noi hanno paura della povertà, molti hanno paura dei poveri. Come se fosse la stessa cosa. Si dice aporofobia: gli ultimi ci ripugnano in una società dei consumi, come la nostra, dove siamo definiti dal nostro carrello Amazon, il cui algoritmo ci avvisa di ogni scontistica su qualunque cosa che per caso abbiamo cercato nel corso degli ultimi 20 anni. La povertà altrui ci disturba, la povertà nostra ci atterrisce.

Daniel Attinger, monaco cofondatore della comunità di Bose, mi ha ricordato che la povertà è una vocazione cristiana. Non il migliore dei payoff per la Chiesa oggi. O invece sì?

Molti di noi hanno paura dei poveri, molti hanno paura dei poveri cristi arrivati attraversando il mare senza saper nuotare, spesso per fuggire dalla disperazione. Ne siamo terrorizzati, sono diversi da noi, e tra le prime cose che si dice di loro è che non sono poveri. Hanno un telefonino, per dire. Loro, noi.

Il primo viaggio costa mille euro, il giubbotto cento, per tutti dolore e spavento, e puzza di sudore dal boccaporto e odore di mare morto. Sior Capitano mi stia a sentire ho belli e pronti i mille euro, in prima classe voglio viaggiare su questo splendido mare.

Molti di noi hanno paura dei migranti, molti hanno paura dei migranti invisibili. Abbiamo paura perché ci viene detto che i migranti si stanno sostituendo a noi, e noi non vogliamo essere sostituiti. Anche se l’unico africano che conosciamo è Robert, il ragazzo che sistema il campo alla Pro Patria. Un bravo ragazzo, e che c’entra lui? Io non sono mica razzista. Ma la televisione mi dice che ci stanno invadendo e perché non dovrei fidarmi? La televisione mi dice che devo fidarmi della televisione, tranne che di La7 e di Fazio. E allora io mi fido.

Dove non arriva la televisione arriva il web, e grazie a Facebook Library sappiamo che le sponsorizzazioni Facebook di Salvini han preso di mira, prima delle elezioni, anche giovani sotto ai 18 anni. Giovani che non votano, quindi. Per spiegare loro chi è il nemico, visto che spesso la scuola mistifica la realtà.

Molti di noi hanno paura dei migranti invisibili, molti hanno paura dei burocrati di Bruxelles. Che decidono del nostro futuro strappandoci soldi che invece noi potremmo fare arrivare al sistema sanitario nazionale. Ah no, quello era Farage, anche se il giorno dopo il referendum per la Brexit ha riconosciuto che non era vero. Promessa da marinaio.

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Postato Lunedì 17/06/2019 da Paolo Dell'Oca