Prendere e lasciare: un anno di volontariato

Prendere e lasciare. Sono state queste le parole chiave dell’ultimo incontro svolto dai volontari di Casa Accoglienza. Parole importanti, ricche di significato, perché racchiudono tutto quello che è stato quest’anno: per qualcuno un’esperienza del tutto nuova, per altri un ritorno dopo un periodo di pausa, altri ancora hanno semplicemente continuato l’esperienza dell’anno precedente.

Un anno arricchente, emozionante. Un anno che i volontari hanno raccontato. Cosa prendo da quest’esperienza? Cosa lascio a chi ha condiviso con me il percorso?

Ognuno ha dato il suo personalissimo parere ma durante un’esperienza in comunità i temi che emergono sono, per forza di cose, comuni.

Amicizia è sicuramente il concetto più diffuso. Tutti hanno creato legami stretti e sinceri con le mamme e i bambini ma anche con gli educatori e tra i volontari stessi arrivando a supportarsi l’un l’altro nei momenti di sconforto e ad essere la spalla su cui piangere nei momenti di debolezza, esattamente come ha scritto una dei volontari che dice:

“In comunità lascio una spalla, per la precisione quella a cui una mamma si aggrappava come una bimba durante i momenti di tristezza”.

Molti si sono anche fermati a riflettere sulla propria vita, capendo quanto in realtà siano fortunati e quanto piccoli siano i lori problemi e le loro difficoltà rispetto a quelli delle mamme e dei bambini accolti in comunità:

“Se faccio il paragone con la mia vita, mi rendo conto di quanto sia fortunato in confronto a questi bambini che, a tratti, mi hanno dato la sensazione di aver perso la spensieratezza tipica della loro età”.

C’è anche chi vede le cose da un punto di vista più pratico e sa di aver lasciato la moneta più preziosa esistente: il tempo. Tempo che non è stato regalato ma usato con il cuore e con la testa per poter dare una mano nel migliore dei modi.

Non è stato solo un anno di “regali”, qualcuno ha anche avuto modo di vivere un’esperienza che potrebbe essergli utile in futuro:

“Quello che mi porto via è una vittoria personale: la capacità di relazionarmi con un bambino senza ansie e preoccupazioni”.

Insomma, in un anno così denso sono tante le cose che si prendono e si lasciano, ma quella che svetta su tutte è sicuramente il ricordo, che accompagnerà i volontari per tutta la vita e che, magari, gli farà comparire un sorriso quando ripenseranno ai giochi e alle spalle doloranti che hanno segnato questi mesi così speciali.

Grazie di tutto e buone vacanze!












Questo post è associato al progetto: Casa Accoglienza

Postato Lunedì 05/08/2019 da Paolo Dell'Oca