Lasciare qualcosa che resta: i lasciti testamentari per Arché

In occasione dell'avvio della campagna lasciti, abbiamo intervistato Elena D'Andrea, la responsabile del fundraising di Fondazione Arché, per far conoscere questo importante strumento. 

Arché in greco antico significa inizio, ma proprio per Fondazione Arché ti occupi di fine vita, delle donazioni post-mortem. Non è un paradosso?

In realtà non c’è nulla di più duraturo del rapporto madre-figlio, che quando si rinsalda è per sempre. E attraverso un lascito ad Arché nel proprio testamento abbiamo tutti la possibilità di lasciare qualcosa che resta, un nostro segno che prosegue nella vita di un bambino che a sua volta diventerà adulto e proseguirà il magico ciclo della vita. 

Concretamente, in che modo funziona la pratica dei lasciti testamentari?

Il testamento è un atto ufficiale per assicurarci che le nostre volontà vengano rispettate anche dopo di noi. Possono farlo tutti, anche chi non possiede grandi patrimoni, ed è sempre modificabile. Proprio per fornire informazioni su alcune regole che è meglio seguire, abbiamo realizzato una Guida ai lasciti e organizzeremo degli incontri conoscitivi con un notaio aperti a tutti. 

Per Arché quanto sono importanti i lasciti?

I lasciti e le grandi donazioni permettono ad Arché di programmare con ancora maggiore precisione i suoi interventi più importanti. Per esempio, se abbiamo bisogno di nuove abitazioni per accogliere più famiglie vulnerabili, un lascito può offrirci direttamente un immobile oppure le risorse economiche per acquistarlo o ristrutturarlo.

Nonostante la sua rilevanza, la pratica dei lasciti solidali è ancora sconosciuta a più della metà degli italiani. Come mai secondo te?

Fino a qualche anno fa le informazioni sul tema dei lasciti erano molto limitate e questo portava ad una resistenza verso il testamento. Oggi il numero di chi sceglie di donare con un lascito sta aumentando, in parallelo alla conoscenza dei lasciti stessi. Sempre più persone utilizzano il testamento per ripartire con serenità i propri beni tra i familiari e cresce anche la volontà di lasciare, dopo di sé, qualcosa che resti e che porti avanti i valori in cui abbiamo creduto per tutta la vita.

 

Fondazione Arché sta organizzando per febbraio 2020 una serie di incontri con esperti e con il presidente Padre Giuseppe Bettoni
Un commercialista ci parlerà della fiscalità in merito alle donazioni mentre un notaio ci condurrà alla scoperta dei lasciti testamentari. 

PER PARTECIPARE SCRIVI a dandrea@arche.it o a lasciti@arche.it OPPURE CHIAMA 02 3655 9990

 

 














Postato Venerdì 26/07/2019 da Paolo Dell'Oca