Martini, il singolo e l'ingiustizia

Il 31 agosto 2012 moriva Carlo Maria Martini, ex Arcivescovo di Milano. Dal suo pensiero, tuttora attualissimo, scegliamo una tra le numerose risposte che dà nel libro "Conversazioni notturne a Gerusalemme", scritto con Georg Sporschill.

Il singolo non è forse impotente di fronte alla miseria e all’ingiustizia di questo mondo?

«Quando seguo una catastrofe solo in televisione o sul giornale, mi sento sopraffatto e impotente. Quando invece aiuto qualcuno, sento la mia forza.

Stare a guardare deprime, aiutare sorprende con l’esperienza di poter salvare una vita, contare sull’aiuto e la potenza di Dio.

Il primo compito delle istituzioni sociali e di beneficienza è di consentire a tutti gli uomini di buona volontà, e in primo luogo ai giovani, di accedere a persone e a situazioni in cui possono rendersi utili.

Costruire tali ponti è un’arte che le professioni sociali moderne possono sviluppare ulteriormente. Tutti i giovani hanno il diritto di essere resi partecipi della lotta contro le ingiustizie».

Dialogo tratto da Conversazioni notturne a Gerusalemme, 2008











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Postato Sabato 31/08/2019 da