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Prometeo

In assenza di vaccini immunologici, la miglior arma per combattere l'AIDS è ancora la prevenzione: per questo motivo Arché opera nelle scuole medie con interventi informativi, condotti da due giovani volontari e un medico infettivologo con un duplice obiettivo:

  • fornire informazioni corrette che permettano ai ragazzi di riconoscere ed evitare comportamenti a rischio;
  • lavorare insieme a loro sul tema del pregiudizio e della responsabilità, coinvolgendoli in modo attivo con giochi di ruolo e brainstorming.

Da circa 10 anni Arché, tramite il progetto Prometeo, cerca di portare tra i ragazzi qualche "scintilla" di riflessione sull'importanza di fare scelte quotidiane che siano consapevoli, meditate e mai frutto del pregiudizio o dell'incapacità di "pensar prima".
Da anni affrontiamo il tema dell'AIDS nelle scuole medie, convinti che fare informazione agli adolescenti sia molto importante, ma tuttavia non sufficiente. I volontari e i medici partono dall'ascolto dei ragazzi per arrivare all'elaborazione collettiva dei significati dei comportamenti a rischio o discriminanti, facilitando un clima armonico di scambio e relazione. In ogni scuola incontriamo gli insegnanti per presentare le attività e condividere le metodologie e le finalità dei percorsi previsti. Successivamente, lavoriamo con gli studenti di ogni singola classe per raccogliere pensieri, impressioni e paure legati al tema AIDS, per chiarire gli aspetti medico-scientifici della malattia (modalità di contagio, cure, qualità della vita della persone sieropositive) e per confrontarci su scelte difficili, responsabilità per la propria salute e solidarietà.

Il progetto prevede tre incontri di due ore ciascuno. In uno viene proposto un brainstorming per raccogliere pensieri, impressioni e paure legati al tema AIDS: è un'occasione per i ragazzi di confrontarsi in modo libero con operatori e volontari su quanto emerso.
In un altro incontro il medico chiarisce gli aspetti medico-scientifici della malattia (modalità di contagio, cure, qualità della vita dei malati...).
Durante il percorso formativo vengono proposti agli adolescenti giochi di ruolo per riflettere sull'origine dei nostri pregiudizi e sulla necessità di rispettare anche chi pensa o agisce diversamente da noi e per ragionare sulle difficoltà di scegliere orientamenti comportamentali in situazioni di rischio. La malattia diviene, quindi, spunto per una riflessione più ampia che può diventare un contributo alla formazione di cittadini solidali e attenti.